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I Reti e i Germani: alfabeto retico di Magré e Rune. L'elmo B di Negau

Diploma di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Edoardo Sartore Contatta »

Composta da 97 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 783 click dal 17/02/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Edoardo Sartore

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15 Capitolo 1 INTRODUZIONE Per quanto riguarda il ceppo linguistico non attestato definito germanico (GMC٭), possiamo formulare ipotesi fornite di un certo fondamento solo a partire dalla metà del I millennio a.C.; a sua volta il germanico fa parte di un altro insieme di lingue definito indeuropeo (ie.), chiamato dai tedeschi indogermanisch 4 . La filologia studia la lingua anche alla luce di aspetti culturali che si ricavano dai testi e dai documenti antichi, intendendo in questo senso, anche qualsiasi tipo di iscrizione, eseguita su differenti supporti. Essendo una materia interdisciplinare, essa si interseca con discipline da cui trae ulteriori apporti, quali la linguistica, ma anche da materie distanti, come ad esempio la geografia umana. Paul Vidal de la Blache 5 , avvalendosi della sua formazione storica, portò l'attenzione sul ruolo dell'uomo, all’interno dell’ambiente che diveniva motore dell’evoluzione, cogliendo i segni lasciati dall’uomo. E ancora, la geografia linguistica legata a quella umana ha riservato attenzione alle variazioni piuttosto che alla varietà dei fenomeni, analizzandone le cause. Luca Cavalli Sforza 6 , seguendo un approccio pluridisciplinare che combina demografia storica, genetica, archeologia e linguistica, ricostruisce la storia e la geografia dei popoli, le migrazioni e le evoluzioni, attraverso le tracce rinvenute nei geni dell’uomo moderno. I suoi studi sulla distribuzione geografica delle mutazioni genetiche, consentono di ricostruire i flussi migratori dei primi uomini moderni e di individuare luogo e modalità di incontro e di scambio genetico e culturale, superando la classificazione della specie umana in razze. Partendo da questo presupposto, e che le differenziazioni possibili, quali il colore della pelle e le caratteristiche fisiche, sono determinate esclusivamente dall’adattamento geografico-ambientale, constata che l'unico elemento che contraddistingue i popoli è la cultura. 4 Molinari M. V., Il germanesimo in La Filologia Germanica, Cap. 2, 1987, 2010 Zanichelli, Bologna. 5 Paul Vidal de la Blache (1845 – 1918) • Fondatore e principale esponente del “possibilismo geografico” e fondatore della scuola “des Annales”; • L’idea centrale del possibilismo è che i GRUPPI UMANI colgono le POSSIBILITA’ che l’ambiente offre loro, interpretando, in base alla loro storia ed alla loro CULTURA, il rapporto con il territorio; • Il rapporto uomo-natura caratterizza una popolazione che lascia la propria impronta nel territorio. 6 Luca Cavalli-Sforza (1922) è un genetista e scienziato italiano che si è occupato anche di antropologia e di storia. I suoi studi si sono incentrati in maniera particolare sulla genetica delle popolazioni e delle migrazioni dell'uomo.
Estratto dalla tesi: I Reti e i Germani: alfabeto retico di Magré e Rune. L'elmo B di Negau