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Dita o numeri? Dalla quantità alla rappresentazione simbolica

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Medicina e Psicologia

Autore: Cristina Cazzetta Contatta »

Composta da 71 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 92 click dal 24/02/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Cristina Cazzetta

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10 il tatto; quest’ultimo in particolare, è secondo queste teorie lo strumento principale della percezione, in quanto richiede attività motoria, senza la quale è impossibile riconoscere un oggetto. Il secondo caposaldo dell’embodied cognition è quello relativo al rifiuto della “metafora del computer”, secondo la quale la mente è equiparabile ad un software per il cui funzionamento non è necessaria la conoscenza della componente hardware, ovvero il corpo. Questa dicotomia è quella che si verifica realmente nel mondo dell’informatica, dove un programmatore progetta il software scrivendo il codice in un linguaggio simbolico senza tener conto di come è fatto e di come funziona l’hardware. Nell’ embodied cognition invece si è sviluppata l’idea che buona parte dei processi cognitivi tipici della mente si realizzino tramite i sistemi di controllo del corpo che agisce. Per descrivere meglio tale concetto è possibile utilizzare quello della simulazione; secondo tale principio vengono sfruttati nei processi cognitivi superiori, tipici della mente, degli schemi sensorimotori inizialmente nati per processi cognitivi differenti. Questo concetto è particolarmente utile per comprendere i processi cognitivi sociali, in alternativa al concetto prevalente, precedentemente basato sul ragionamento e sulla deduzione, per comprendere il comportamento altrui; in pratica, secondo il concetto della simulazione si realizza una sorta di immedesimazione nei panni dell’altro. Questo vuol dire che non solo i processi cognitivi di ordine superiore risentono dei meccanismi sensorimotori ma che sono proprio realizzati dalle stesse rappresentazioni in formato corporeo. Ciò significa che alcuni processi motori, senza produrre la relativa azione, grazie a sofisticati meccanismi inibitori, sono utilizzati da sistemi cognitivi complessi. Questa teoria non è utile solo in campo sociale, ma anche in altri settori della scienza della mente, come ad
Estratto dalla tesi: Dita o numeri? Dalla quantità alla rappresentazione simbolica