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Incidenza e Prevalenza del cheratocono quale motivo di non idoneità al servizio militare (E.I) in un campione omogeneo di 40428 candidati.

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Luigi De Propris Contatta »

Composta da 64 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 130 click dal 09/03/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Luigi De Propris

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IL CHERATOCONO: Cenni Epidemiologici, Istopatologici e Genetici 2 17 2.2 IL CHERATOCONO: Cenni istopatologici Il cheratocono è una patologia della cornea caratterizzata da un progressivo assottigliamento dello stroma centrale e paracentrale, con ectasia asimmetrica, conica e astigmatismo miopico irregolare. FIG3 In relazione allo stadio evolutivo della malattia, ogni strato corneale può essere interessato dal processo patologico presentando le seguenti alterazioni;  Epitelio e membrana di Bowman Le più precoci sono rappresentate da depositi nella membrana di Bowman che interessano anche l’epitelio e lo stroma superficiale (cicatrici). FIG4 Altre alterazioni riguardano l’epitelio, il cui spessore è ridotto mentre la membrana basale risulta ispessita con accumuli di ferritina, dove tali accumuli producono un quadro biomicroscopico denominato “anello di Fleischer” visibile alla base del cono.  Stroma E’ lo strato della cornea maggiormente interessato da tale patologia, dove si nota la perdita di componenti strutturali delle fibre di collagene e il progressivo assottigliamento della cornea. Le fibre collagene della cornea, per durare nel tempo, sono sottoposte dal nostro organismo ad una continua “manutenzione” - sostituzione eseguita da cellule specifiche dette cheratociti. In pratica la patologia comporterebbe uno squilibrio tra produzione e degradazione delle fibre collagene dello stroma corneale. Ne deriverebbe una ridotta resistenza meccanica della cornea che si tradurrebbe in un assottigliamento e una deformazione della medesima. Poiché l’occhio possiede una pressione endooculare, succede che tale pressione nel punto di minor resistenza corneale determina una protrusione verso l’esterno a forma di cono.  Membrana di Descemet ed Endotelio Solo nelle fasi tardive sono coinvolti gli strati corneali più profondi (stroma posteriore e membrana di Descemet) in cui si sviluppano delle strie verticali biancastre denominate “strie di Vogt”. FIG5 In alcuni casi possono comparire cicatrici stromali superficiali e profonde (opacità) con alterazioni della trasparenza corneale determinando un deficit visivo secondario.
Estratto dalla tesi: Incidenza e Prevalenza del cheratocono quale motivo di non idoneità al servizio militare (E.I) in un campione omogeneo di 40428 candidati.