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Cinema e Diritto di Fronte alla Morte

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Amelia Agnusdei Contatta »

Composta da 162 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 179 click dal 24/03/2017.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Amelia Agnusdei

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10 differenti, e appare doveroso fare qualche precisazione. Il coma è una condizione clinica, patologica o non patologica, che de- riva da un’alterazione del regolare funzionamento del cervello con conseguente compromissione dello stato di coscienza. Sebbene sia corretto affermare che lo stato di coscienza sia compromesso, non è altrettanto esatto asserire che sia del tutto assente. Anche nei casi più gravi, con importanti danni al cervello, le cellule cerebrali sono vive ed emettono segnali elettrici rilevabili attraverso l’encefalogramma o altri esami. Premesso ciò, un paziente in coma ha difficoltà a rispon- dere agli stimoli esterni, pur conservando le funzioni neurologiche co- gnitive e non cognitive 8 . Il coma è perciò un processo dinamico che può regredire o progredire, portando, dopo le sei o otto settimane, allo stato vegetativo o alla mor- te. 8 Si tende spesso a considerare il paziente in coma come un paziente che non ha coscienza di sé e dell’ambiente che lo circonda. Il limite del paziente in coma è però circoscrivibile alla sua capacità di stabilire un contatto con il mondo esterno. Attraverso una scala a punteggi (la più diffusa e uti- lizzata è la GCS, Glasgow Coma Scale), è possibile, infatti, stabilire il livello di reazione del pa- ziente, prendendo in esame la risposta della pupilla se sottoposta ad un fascio di luce, la capacità di aprire gli occhi del paziente, la possibilità di sentire il dolore o le voci e la sua capacità di localiz- zazione. In ambito medico, si riconoscono quattro stadi o classificazioni del coma proprio con ri- guardo al grado di coscienza conservato. Un primo stadio viene definito di coma vigile: il paziente tende ad addormentarsi ed è obnubilato, ma risponde a domande e ordini. Nel secondo stadio, in- vece, il paziente reagisce solo agli stimoli più intensi. Nel terzo stadio, o di coma profondo, il pa- ziente non è capace di reagire agli stimoli intensi, ma può reagire in decerebrazione. Nel quarto ed ultimo stadio, definito stadio estremo, il paziente non ha reazioni, sono aboliti il riflesso fotomoto- re e corneale e le funzioni cerebrali sono gravemente compromesse. Giusto Giusti, Manuale di medicina forense, Cedam, Padova, 2008, p.369
Estratto dalla tesi: Cinema e Diritto di Fronte alla Morte