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Effetto biologico di polifenoli sul danno al DNA indotto da UVA in cellule endoteliali mediante l'attivazione dell'istone H2AX.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Matteo Pellegrini Contatta »

Composta da 33 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1713 click dal 30/03/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Matteo Pellegrini

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5 Capitolo 1 Introduzione creazione di due legami molecolari leganti due basi di timina normalmente separate: i dimeri di pirimidine (CPD) (Figura 1.4), principale causa di tumori epiteliali. A seguito di questo danno, la cellula possiede meccanismi di riparazione del DNA specifici, ma se il danno è eccessivo, la quantità di CPD è troppo elevata per poter essere riparata, la cellula sarà destinata a morire oppure si osserverà una replicazione del DNA alterata che potrebbe correlare con un rischio tumorale più elevato (4). Gli UVC sono i più potenti mutageni ultravioletti ma non sono considerati pericolosi poiché filtrati dallo strato di ozono che circonda la Terra (5). Studi epidemiologici hanno dimostrato che i raggi UV di origine solare causano una maggior incidenza di carcinoma squamoso, carcinoma basocellulare e melanoma della cute. Il livello di rischio tumorale varia a seconda dell’intensità dell’esposizione e della quantità di melanina cutanea in grado di assorbire i raggi solari (5). 1.2.2 Danni indiretti al DNA Tutti gli organismi aerobi presentano un importante equilibrio ossido-riduttivo in cui la produzione di sostanze ossidanti, tra cui le specie reattive dell’ossigeno (ROS), è bilanciata dai sistemi di difesa antiossidante, aventi il compito di prevenire e riparare l’eventuale danno prodotto. Le ROS sono frammenti molecolari aventi uno o più elettroni nell’orbitale più esterno, la cui stabilità è dovuta a fenomeni sterici e di risonanza. Hanno la tendenza a reagire con altre specie chimiche con cui vengono a contatto. In condizioni fisiologiche una certa percentuale di ROS (da 0.25 all’11%) viene prodotta per regolare i meccanismi dell’omeostasi cellulare. Alterazioni dell’equilibrio ossido-riduttivo possono avvenire durante le reazioni di riduzione dell’ossigeno in cui le ROS vengono prodotte in grandi quantità, superando la concentrazione di antiossidanti endogeni e, di conseguenza, il valore massimo di soglia fisiologico instaurando stress ossidativo (Figura 1.5). Esso, se non attenuato dal sistema di difesa antiossidante, può provocare gravi danni alle componenti proteiche, lipidiche della cellula e infine agli acidi nucleici (6) producendo effetti patologici come malattie cardiovascolari (aterosclerosi e infarto), neurodegenerative (morbo di Alzheimer, corea di Huntington, morbo di Parkinson), cancro e diabete (7). Figura 1.4: Formazione dei CPD indotti da UVB
Estratto dalla tesi: Effetto biologico di polifenoli sul danno al DNA indotto da UVA in cellule endoteliali mediante l'attivazione dell'istone H2AX.