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Attori Non Statali e l’applicazione del Diritto Internazionale Umanitario da parte dei movimenti insurrezionali e di altri gruppi armati organizzati

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Leopoldo Esposito Contatta »

Composta da 166 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 225 click dal 05/04/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Leopoldo Esposito

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19 Ha più senso infatti pensare non più ai ribelli o ai gruppi insurrezionali, distinguendo i primi dai secondi, quanto piuttosto parlare di “ribelli” direttamente sottoposti alla disciplina del diritto internazionale umanitario; d’altronde questo concetto è contenuto nell’art. 3 comune alle quattro convenzioni di Ginevra del 1949, e nel secondo protocollo addizionale del 1977, ovvero nell’art. 19 dell’Hague Convention on Cultural Property of 1954. A questa tesi pare essersi accodata anche Ruth Wegwood 13 , che spiega come la nozione di Stato, è ormai una questione che interessa molto più gli avvocati, che la dottrina o i sociologi del diritto internazionale. Ma perché quindi è così importante, e così sentita la necessità di definire chi sono o quali sono i gruppi armati organizzati? Ebbene l’esigenza è dettata innanzitutto dal fatto che durante questi conflitti armati il numero delle vittime è piuttosto ampio, e spesso si rischia di confondere tra i combattenti, i ribelli o i gruppi insurrezionali che siano, e i semplici civili. E lo scopo principale delle organizzazioni internazionali, tra cui le Nazioni Unite, è proprio la protezione dei diritti umani, chiaramente includendo come ratio delle stesse la riduzione del numero delle vittime, e ancor di più delle vittime che non sono direttamente coinvolte nei conflitti di questo genere. Durante questi combattimenti i soggetti che subiscono più o meno gravi danni materiali, (alla proprietà), e danni alla persona, (fino alla morte), sono sia appartenenti alle forze in conflitto, sia civili, ovvero forze neutrali alla guerra in corso. Spesso sono le parti neutrali ad essere catturate dalle forze in conflitto e a divenire “prigionieri 14 ”. Pertanto si osserva come da un lato c’è una parte della dottrina che ritiene indispensabile il riconoscimento e la definizione dei Non state 13 Professore di Diritto, Università di Yale; Non-state actors as new subjects of international law: international law - from the traditional state order towards the law of the global community : proceedings of an international symposium of the Kiel Walther-Schücking-Institute of International Law, March 25 to 28, 1998 – Edited by Rainer Hofman. 14 Per la disciplina e la protezione dei prigionieri, e lo status di POW, (Prisoner of War), vedi infra.
Estratto dalla tesi: Attori Non Statali e l’applicazione del Diritto Internazionale Umanitario da parte dei movimenti insurrezionali e di altri gruppi armati organizzati