Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Dalle origini al caso "Costa Concordia": l'evoluzione del contratto di assicurazione della nave e l'assicurabilità dei nuovi rischi

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Giancarlo Messina Contatta »

Composta da 339 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 118 click dal 10/05/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Giancarlo Messina

Mostra/Nascondi contenuto.
13 elevatissima sinistrosità ( 39 ). Va comunque osservato che la sopra accennata libertà di determinare il contenuto del contratto, ricavabile in generale dall'art. 1322 cod. civ., permette alle imprese di assicurazioni, a determinate condizioni (come, ad es., quelle concernenti le clausole ritenute vessatorie) di concludere polizze che facciano riferimento a condizioni generali di contratto predisposte unilateralmente dalle stesse imprese ( 40 ). 2.5 La causa In relazione alla causa del contratto di assicurazione, la dottrina esprime posizioni differenti, a seconda dell'adesione alla concezione unitaria o dualistica del contratto stesso. Come noto, infatti, a seguito della scelta del legislatore italiano di dettare una definizione dualistica dell'assicurazione (danni-vita), tanto nel vecchio cod. comm. del 1882 (art. 417), quanto nell'odierno cod. civ. (art. 1882), si è sviluppato in dottrina un ampio dibattito, volto alla ricerca di una funzione unitaria del contratto di assicurazione e, quindi, di una causa comune. Invero, l‟individuazione della causa e della sua nozione, è un problema non solo del contratto di assicurazione, ma del contratto in generale. Come noto, infatti, l'attuale codice civile, all'art. 1325, inserisce la causa tra gli elementi 39 Tale obbligo di contrarre è compatibile con la natura contrattuale, come è desumibile dalle norme che regolano il contratto. In proposito SCALFI, Assicurazione (Contratto di), D comm, I, pag. 352. Secondo una diffusa opinione, l'obbligo di contrarre trova la sua ragion d'essere nella rilevanza sociale che ha assunto il fenomeno della circolazione veicolare, ed è finalizzato a garantire a tutti di utilizzare un veicolo a motore. Se, infatti, fosse consentito all'assicuratore rifiutare le proposte contrattuali, questi potrebbe selezionare i rischi da coprire, preferendo quelli meno elevati, sicché vi sarebbero intere aree geografiche o intere categorie di soggetti (ad esempio quelli più giovani) che resterebbero privi di copertura. Già in questi termini il GENTILE, Assicurazione Obbligatoria della responsabilità civile, degli autoveicoli e dei natanti, Milano, 1971, definiva l'obbligo di contrarre « essenziale al “dover essere” dell'assicurazione obbligatoria». In altri termini, l'art. 132 cod.ass., mira a compiere un bilanciamento tra la richiesta di copertura assicurativa per la circolazione veicolare, giudicata dal legislatore una necessità sociale, e la capacità del mercato assicurativo di accettare integralmente tale domanda, senza rifiutare talune categorie di rischi. In tal senso GABRIELLI, in Diritto ed econ. assicurazioni, 2001, pag. 743, secondo cui il fondamento dell'obbligo di contrarre va ravvisato nella «diffidenza nella capacità del mercato, pur a struttura concorrenziale, di soddisfare l'interesse di chiunque all'assicurazione.» 40 Proprio nel contratto di assicurazione, contratto di massa per eccellenza, che l‟elaborazione giurisprudenziale ha trovato una delle sfere di elevazione. LA TORRE, Contratti di assicurazione e tutela del consumatore, ASS 1996, I, pag.133.
Estratto dalla tesi: Dalle origini al caso "Costa Concordia": l'evoluzione del contratto di assicurazione della nave e l'assicurabilità dei nuovi rischi