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I risultati economici e giuridici della programmazione europea OCM vino ed il caso Assovini Sicilia

Estratto della Tesi di Dario Fiorenza

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Dario Fiorenza 7 FOCUS: GLI ACCORDI TPP Il giorno 5 ottobre 2015 verrà annotato in grassetto, in questo giorno dodici Paesi per un ammontare complessivo di 830 mln di persone (il 12% della popolazione mondiale), il 40% dell’economia mondiale ed una stima di affari da qui al 2015 stimata in 223 miliardi di dollari hanno firmato il Trans-Pacific Partnership, un accordo di libero scambio tra i principali Paesi affacciati sull’Oceano Pacifico. Ad oggi questi Paesi costituiscono il 31% del giro d’affari globale per il vino per un valore complessivo di 11 miliardi di dollari. I Paesi coinvolti sono il Cile, USA, Nuova Zelanda, Canada, Messico, Perù, Australia, Singapore, Giappone, Vietnam, Malesia e Brunei (nel quale però è vietata la vendita di alcolici in quanto musulmano). L’accordo prevede nel medio-lungo periodo l’abbattimento totale o parziale dei dazi all’importazione di numerose tipologie di industrie tra cui anche quella agroalimentare e come già detto tra i Paesi al momento il giro d’affari è tutt’altro che indifferente. Tra questi Paesi esistono già accordi di libero scambio che non farà altro che rafforzare ancora di più quei Paesi con una forte propensione all’export. Questo fenomeno preoccupa ed anche parecchio i principali produttori europei ed in generale tutti i paesi appartenenti all’UE, i quali però grazie agli accordi in previsione con Giappone e Usa (TTIP) prevedono che ne guadagneranno parecchio in ambito vitivinicolo. In particolar modo negli USA dove sarebbe il giusto premio per gli sforzi fatti negli anni da piccole e grandi imprese per promuovere i territori, le produzioni autoctone e le tradizioni viticole più antiche. Mln US$ Mln Litri Usa 5.359,6 1.074 Canada 1.994,8 385 Giappone 1.604,5 270 Singapore 629,3 33 Australia 604,0 83 Messico 228,4 54 Nuova Zelanda 130,0 39 Malesia 78,6 8 Perù 37,0 9 Vietnam 14,8 6 Cile 9,0 2 TOTALE 10.604,1 1.963 Fonte: Wine Australia Questi accordi hanno una prospettiva temporale che va dal 2015 sino a oltre il 2025. Importante sottolineare che tra questi Paesi esistono a vario modo già degli accordi sugli scambi commerciali che hanno la forma di accordi bilaterali, plurilaterali, NAFTA. Basti pensare all’accordo firmato tra Usa e Corea del Sud nel 2012 che ha permesso alle aziende californiane di aumentare l’export da 18 milioni di $ a 30 milioni nel 2014. Le parole di Robert P.Koch presidente del Wine Institute a proposito:”Gli accordi firmati dal 1989 hanno permesso all’industria vitivinicola di crescere di oltre il 1400% raggiungendo il record di 1,5 miliardi $ di vendite”. Grande soddisfazione anche per gli australiani per l’apertura verso il Canada e la Nuova Zelanda con la New Zeland Winegrowers che secondo le previsioni entro il 2020 raggiungerà i 2 miliardi NZ$ di scambi. A sinistra la tabella sull’ammontare di export di ciascun Paese 2014.
Estratto dalla tesi: I risultati economici e giuridici della programmazione europea OCM vino ed il caso Assovini Sicilia

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I risultati economici e giuridici della programmazione europea OCM vino ed il caso Assovini Sicilia

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Informazioni tesi

  Autore: Dario Fiorenza
  Tipo: Tesi di Master
Master in Manager delle Aziende del Settore Vitivinicolo
Anno: 2016
Docente/Relatore: Sebastiano Torcivia
Istituito da: Università degli Studi di Palermo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 67

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Parole chiave

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pac 1308/2013
vino italiano nel mondo

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