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L’altra voce: il doppiaggio nel cinema e nella serialità televisiva

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Daniela Romano Contatta »

Composta da 155 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 153 click dal 10/05/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Daniela Romano

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13 come l’insieme dei tratti distintivi, sia spirituali che materiali, che caratterizzano una società o un gruppo sociale; se è vero che essa comprende - oltre le arti e le lettere - i sistemi di vita, i diritti fondamentali dell’essere umano, i valori, le tradizioni e anche le credenze; se essa dà all’uomo l a capacità di riflettere su se stesso e fa di noi, quindi, degli esseri specificatamente umani, razionali, critici ed eticamente impegnati; se è attraverso la cultura che l’uomo si esprime, prende coscienza di se stesso, rimette in discussione le proprie conquiste, le proprie realizzazioni e ricerca instancabilmente nuovi significati; se tutto questo è vero, come non attribuire funzione culturale al dialogo, che è mezzo importante se non unico per il superamento della diffidenza e della non conoscenza degli altri? La trasposizione di un’opera cinematografica in un’altra lingua si propone esattamente questo scopo. 12 Scelto il direttore di doppiaggio si designa un assistente al doppiaggio, che pianifica il lavoro e che suddivide il filmato in piccole sequenze ( i cosiddetti ‘anelli’) organizzando i turni di registrazione in base a questa suddivisione e essendo presente nella fase di doppiaggio per controllare che il doppiatore sia in sinc (cioè parli nello stesso tempo) con l'attore sullo schermo. In ultimo vengono scelti i doppiatori tramite provini, in quanto nelle loro mani c’è un buon 80% della qualità del prodotto che si andrà a creare. I doppiatori, aiutati dal direttore e dall’assistente al doppiaggio, dovranno cercare di interpretare al meglio la “nuova” versione del film, facendo sentire attraverso la loro voce ciò che fa l’attore sullo schermo , usando quindi la stessa intenzionalità dell’attore che v anno a doppiare. Il doppiatore, dovrà liberarsi da tutte quelle regole legate al recitare teatrale o cinematografico e dovrà,letteralmente, mettersi nei panni dell’attore che doppia. Dovrà quindi evitare di mettere la sua personalità all’interno dell’interpretazione di un personaggio che l’attore sullo schermo ha già 12 DI FORTUNATO E., PAOLINELLI M., Barriere linguistiche e circolazione delle opere audiovisive: la questione doppiaggio, Roma AIDAC,1996 , pp.72
Estratto dalla tesi: L’altra voce: il doppiaggio nel cinema e nella serialità televisiva