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L’evoluzione del linguaggio e della comunicazione, rivalutare gli aspetti culturali?

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Silvia Canino Contatta »

Composta da 57 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 491 click dal 19/05/2017.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Silvia Canino

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21 II. Le teorie sul linguaggio dall’innatismo al neo- culturalismo 1. Chomsky: l’innatismo del linguaggio umano inteso come fattore biologico « A human language is a system of remarkable complexity. To come to know a human language would be an extraordinary intellectual achievement for a creature not specifically designed to accomplish this task. A normal child acquires this knowledge on relatively slight exposure and without specific training. He can then quite effortlessly make use of an intricate structure of specific rules and guiding principles to convey his thoughts and feelings to others, arousing in them novel ideas and subtle perceptions and judgments » (Chomsky, 1975). Questa citazione rappresenta uno dei pensieri fondamentali di Noam Chomsky: il linguaggio umano inteso come un sistema complesso. Un bambino normale acquisisce queste conoscenze per parziale esposizione, ovvero in virtù di un’esperienza, e senza una formazione specifica. Egli può quindi abbastanza facilmente fare uso di una struttura complessa di regole specifiche e principi guida per trasmettere i suoi pensieri e sentimenti agli altri. Chomsky è riconosciuto come il padre della teoria della Grammatica Generativa, elaborata nella sua opera “Syntactic Structures” del 1957. Ha rivoluzionato la linguistica classica spostando il linguaggio nella mente. Chomsky (1988) sostiene che il linguaggio non è un fatto culturale, ma biologico, e infatti i suoi studi mirano a individuare le strutture innate del linguaggio naturale, elemento distintivo dell'uomo tra le altre specie animali. Con questi studi supera la concezione della linguistica tradizionale incentrata sullo studio delle peculiarità dei linguaggi parlati. Egli pensa che il linguaggio umano non abbia precursori, quindi studiare la comunicazione animale per capire il linguaggio umano è una perdita di tempo. Chomsky riprende tale concezione da Cartesio, che aveva un’idea meccanica dell’universo. Secondo la concezione Cartesiana gli animali sono del tutto inadatti a risolvere problemi non previsti da chi lì ha progettati, per esempio tutto
Estratto dalla tesi: L’evoluzione del linguaggio e della comunicazione, rivalutare gli aspetti culturali?