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L'opera di Egizio Nichelli 1937 - 1991 (Autori: Pilar Maria Guerrieri, Fabio Mastroberardino, Chiara Tosi)

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Architettura

Autore: Chiara Tosi Contatta »

Composta da 564 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 114 click dal 19/05/2017.

 

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Estratto della Tesi di Chiara Tosi

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14 Tra i principali membri che hanno collaborato ai lavori figurano Alberto De Capitani D’ Arzago, Giuseppina Mompellio Mondini, Alda Levi, Carla Gerra, Antonio Frova, Mario Mirabella Roberti, Ermanno Arslan e Gian Guido Belloni. La Commissione scopre e rende noti alla cittadinanza via via i sedimi dell’anfiteatro, del circo, la via porticata di Porta Romana, estende le sue indagini alla regione del Foro, alle basiliche paleocristiane di San Lorenzo e di Santa Tecla, al circuito delle mura, alla porta Ticinensis, fino alle scoperte, avvenute in seguito alle distruzioni dei bombardamenti della seconda guerra mondiale e alla ricostruzione di interi settori della città, che portano all’esame di larghi tratti del suolo e del sottosuolo di Milano, soprattutto nel centro storico 7 . Queste zone oggetto degli scavi della Commissione sono, nella maggior parte dei casi, le stesse sulle quali interverrà Egizio Nichelli che nel 1931, anno nel quale si costituisce anche il comitato speciale per l’archeologia e l’arte in Lombardia con lo scopo di incrementare ed estendere gli studi e le raccolte archeologiche in tutta la regione, inizia a frequentare il primo semestre del biennio di architettura alla Regia Scuola di Ingegneria di Milano. Contemporaneamente all’interesse verso lo specifico tema archeologico è necessario ricordare come negli anni ‘30 si stanno mettendo a punto anche gli strumenti che sancivano le norme riguardanti la tutela dei monumenti storici in generale: la Carta di Atene del 1931 e la Carta Italiana del Restauro del 1932. Questa cultura italiana del restauro tra le due il Museo Patrio di Archeologia presso l’ex chiesa di Santa Maria di Brera per dare alla cittadinanza l’occasione di apprezzare i reperti milanesi. Successivamente, nel 1870 Enrico Bignami promuoverà vari convegni sulle antichità al Collegio degli architetti, mentre Celeste Clericetti nel 1885 raccoglierà in una speciale pubblicazione tutti i dati relativi alla Milano archeologica. Nel 1917, quattro anni dopo la nascita di Egizio Hicke 5 a Trieste, i più autorevoli archeologi milanesi come Pompeo Castelfranco, Attilio De Marchi e Giovanni Patroni, si trovavano a collaborare a un progetto ambizioso: veniva infatti istituita, recuperando una proposta fatta una decina d’anni prima da Gaetano Moretti, una Commissione denominata Forma Urbis Mediolani, sotto la guida dell’ingegnere Augusto Brusconi, allora direttore dell’Ufficio regionale per la conservazione dei monumenti della Lombardia. “Si trattava di raccogliere dati e tradizioni e di eseguire eventualmente scavi per ricostruire la fisionomia della Milano romana e paleocristiana” 6 , questo era l’obbiettivo ambizioso della Commissione che troviamo enunciato nella prefazione della rivista “Ritrovamenti e scavi per la Forma Urbis Mediolani”, pubblicata regolarmente in concomitanza degli scavi e quindi dei ritrovamenti in Milano. Questo intenso programma di scavi e di studi viene però immediatamente interrotto dalla prima guerra mondiale per riprendere negli anni ‘30, sotto la direzione di Aristide Calderini, archeologo e studioso tra i più eminenti di Milano romana e paleocristiana.
Estratto dalla tesi: L'opera di Egizio Nichelli 1937 - 1991 (Autori: Pilar Maria Guerrieri, Fabio Mastroberardino, Chiara Tosi)