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Rinforzo vicario: strutture cerebrali correlate e relazione con empatia

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Andrea Daneluz Contatta »

Composta da 39 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 329 click dal 23/05/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Andrea Daneluz

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8 comportamenti o risposte (R) in seguito a stimoli (S). Successivamente venne data importanza alla mediazione psicologica, per cui tra la S e la R venne introdotta la O di organismo: si riconobbe alla mente un ruolo di prim’ordine nell’elaborazione e nella rappresentazione di immagini in grado di mediare il rapporto dell’individuo con l’ambiente (Cherubini, 2012). Pertanto l’apprendimento ottenne una nuova sfumatura, diventando il processo che permette agli individui di conoscere l’ambiente ed interagire con esso in modo flessibile ed efficace, riconoscendo il contributo fondamentale di costrutti come la memoria, l’esplorazione di ipotesi, la capacità di problem solving e la motivazione nello svolgersi di questo processo (Cherubini, 2012). Ma, entrando nello specifico, cosa significa apprendere? Sostanzialmente trattasi di un processo che consiste nello stabilirsi di relazioni tra eventi/situazioni e comportamenti, che possono essere sorrette da regole, caratterizzate dal giudizio di causalità o probabilità, o semplici associazioni, che consistono nell’unione di eventi concomitanti (Cherubini, 2012). Ha un duplice obiettivo: previsione, cioè la “capacità di prevedere le conseguenze […] di determinati stati o eventi […], a prescindere dal fatto che siano il prodotto dell’azione dell’organismo sull’ambiente o si manifestino indipendentemente dalle sue azioni (Cherubini, 2012, p. 249)”, e intervento: la “capacità di prevedere quali comportamenti attivi […] rivolti verso l’ambiente produrranno determinati eventi […] con conseguenze prevedibili […], desiderate o indesiderate, ai quali si sarà pronti a reagire (Cherubini, 2012, 249)”. Ivan Pavlov (Cherubini, 2012) fu il pioniere degli studi comportamentali. Riuscì a dimostrare che stimoli neutri per un organismo potevano elicitare risposte comportamentali specifiche di un determinato stimolo incondizionato, se i due venivano presentati in associazione più volte in condizione di contiguità temporale. Chiamò questo processo condizionamento rispondente - definito anche condizionamento classico - (Cherubini, 2012), postulando l’apprendimento come il risultato automatico di un processo di esposizione ad associazioni ripetute nel tempo. Edward Thorndike (Cherubini, 2012) eseguì numerosi studi sull’apprendimento di comportamenti complessi negli animali, in particolare nei gatti, utilizzando la puzzle box. In base ai risultati ottenuti dai suoi studi formulò la legge dell’effetto (Cherubini, 2012): “se in un determinato contesto S (per esempio, la gabbia) è prodotta una risposta R (per esempio, la pressione della leva che apre la porta) con un esito “soddisfacente” (l’uscita dalla gabbia, il raggiungimento del cibo), allora la forza della connessione S-R cresce: quindi, in futuro, aumenta la probabilità di emettere la stessa risposta nel medesimo contesto. Se ad una risposta R segue un esito poco soddisfacente o “fastidioso”, allora la forza della connessione S-R si indebolisce, e la risposta diviene meno probabile in quel contesto (Cherubini, 2012, p. 271)”. Quindi, Thorndike teorizzò un condizionamento strumentale che prevede un apprendimento per prove ed errori,
Estratto dalla tesi: Rinforzo vicario: strutture cerebrali correlate e relazione con empatia