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Indagine conoscitiva sugli impatti antropici nell'acquifero alluvionale del Fiume Jenga (Valle Vitulanese - Bn)

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze e Tecnologie

Autore: Stefano Caporaso Contatta »

Composta da 183 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 112 click dal 26/05/2017.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Stefano Caporaso

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14 QUATERNARIO I sedimenti quaternari del gruppo del Taburno Camposauro sono tutti continentali ed essenzialmente clastici. Essi sono costituiti da brecce stratoidi, contemporanee delle ultime faglie di distensione, perché fagliate esse stesse, e derivate in parte da antiche conoidi e detriti di falda di varia età, in parte prodotti dallo smantellamento delle brecce con vario grado di cementazione fino ad essere sciolte. Questo gruppo di rocce è da mettersi in relazione a varie cause, principalmente climatiche e tettoniche. Un secondo gruppo di sedimenti è formato da tufi vulcanici, che l’attività eruttiva del distretto campano disseminò in coltri ben spesse e continue. Infine si riscontra un terzo gruppo, come nel nostro caso, rappresentato da sedimenti lacustri e fluvio-lacustri, da alluvioni antiche e recenti, quest’ultime terrazzate fra 10 e 20 metri sull’alveo attuale. Queste alluvioni recenti sono riscontrabili nel tratto terminale del fiume Jenga PLIOCENE INFERIORE - UNITA’ DI TUFO ALTAVILLA I sedimenti del Pliocene inferiore, che hanno uno spessore valutabile in oltre 250 metri, poggiano sia sulle argille varicolori sia sul flysch arenaceo e, presumibilmente, trasgredivano estesamente anche sui bordi dei massicci calcarei mesozoici prima del loro più intenso sollevamento finale. Difatti, sul lato orientale del Taburno è ancora possibile rinvenire un grosso numero di ciottoli arrotondati provenienti dai conglomerati di base del Pliocene inferiore. Questi ciottoli, forati da litodomi, sono costituiti da calcareniti fini e da calcilutiti silicifere che si ritrovano anche fra i materiali delle argille varicolori. Conglomerati con ciottoli forati di litodomi sono presenti a più altezze nella parte bassa dei banconi sabbiosi-conglomeratici raddrizzati su cui sorge l’abitato di Castelpoto. Nella parte alta il Pliocene inferiore arenaceo-conglomeratico possiede passaggi eteropici ad argille. Tre gruppi di litotipi si possono distinguere nei sedimenti del Pliocene inferiore: conglomerati, arenarie e argille siltose. Conglomerati Si tratta di puddinghe poligeniche a matrice sabbiosa e/o sabbiosa a cemento calcitico. Gli elementi sono tutti ben arrotondati e si possono distinguere ciottoli derivanti dai materiali litoidi delle argille varicolori, dal flysch arenaceo e dai massicci calcarei. I materiali provenienti dalle A.V. sono i più abbondanti (oltre il 70-75 %) mentre i meno abbondanti
Estratto dalla tesi: Indagine conoscitiva sugli impatti antropici nell'acquifero alluvionale del Fiume Jenga (Valle Vitulanese - Bn)