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Il ''mestiere'' dell'assistente sociale e la funzione dirigenziale

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Sociologia

Autore: Rossella Cortina Contatta »

Composta da 53 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 114 click dal 08/06/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Rossella Cortina

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10 E‟ con il DPR n.616 del 1977, in attuazione della legge n.382 del 1975 che inizia quel processo che nel corso degli anni assumerà denominazioni varie: trasferimento, decentramento, federalismo, devoluzione. La filosofia che unifica ciascun termine, nella sua essenzialità, ribadisce la necessità che lo Stato si liberi di responsabilità e di competenze che non gli sono proprie e che sia riconosciuto il protagonismo di altri soggetti istituzionali, politici e sociali. Comincia così a delinearsi più che uno Stato, una società plurale e pluralistica, necessariamente più dinamica e responsabile. Il cammino verso la realizzazione di questo assetto societario è lento e irto di difficoltà. Dopo oltre trenta anni dal DPR 616 il processo non è ancora compiuto. Nel frattempo però sono state poste altre pietre miliari, che hanno il merito di rafforzare la direzione del cammino rendendolo, appunto, irreversibile e di far crescere la cultura delle responsabilità e delle competenze decentrate e condivise. Seguono la legge che istituisce il Servizio Sanitario Nazionale 3 e, più tardi, la legge che riforma le Autonomie Locali 4 . Le Regioni e gli altri Enti Locali, soprattutto i Comuni, sono i soggetti istituzionali a cui sono trasferite le competenze, compresa quella di legiferare (per le Regioni), relative a una grande quantità di materie attinenti la vita dei cittadini e la accessibilità ai diritti sanciti e riconosciuti dalla Costituzione, primi fra tutti la salute, l‟assistenza, la formazione, l‟ambiente...Il protagonismo degli Enti Locali, esaltato dalle competenze e dai poteri trasferiti in virtù dei numerosi provvedimenti legislativi, si combina con quello che va crescendo in tutti i soggetti sociali - individuali e collettivi - attraverso la consapevolezza del diritto di cittadinanza. Il riconoscimento della centralità del cittadino è speculare con quello delle istituzioni “minori” (considerando “maggiore” l‟istituzione central-statale) e con quello degli organismi non istituzionali e che articolano la società civile. Anche di questa complessa articolazione della società, che vede il cittadino protagonista ora come “soggetto” che agisce nei confronti degli altri cittadini e degli organismi istituzionali e non, ora come “oggetto” destinatario delle azioni dei medesimi organismi, si trova traccia nella produzione legislativa di questi anni. Basti pensare alla legge n.241 del 1990 (la c.d. legge sulla trasparenza) che, in qualche modo, definisce e regola il rapporto tra il cittadino e 3 L.833/1978 4 L.142/1990
Estratto dalla tesi: Il ''mestiere'' dell'assistente sociale e la funzione dirigenziale