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Intedicta in materia di servitù

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Carmela Pennacchio Contatta »

Composta da 156 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 115 click dal 16/06/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Carmela Pennacchio

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    9    • positiva (o affermativa), se comportava un suo diritto di facere al quale il proprietario del fondo servente non potesse opporsi (es. il di- ritto di passaggio sul fondo altrui); • negativa, se comportava un suo diritto di pretendere che il proprieta- rio del fondo servente si astenesse dal compiere una certa attività (es. servitus altius non tollendi). 2. I tipi di iura praediorum. Lo sviluppo storico 17 accennato rappresenta la formazione successiva di varie figure di servitù, dapprima in numero limitato e poi moltiplicatisi rapidamente. La formazione successiva di varie figure di servitù di passag- gio e quella di acquedotto, il sorgere di quelle che interessavano i praedia urbana, l’accrescersi progressivo del numero, ci mostrano come le servitù si siano formate quali figure tipiche. Esse si distinguono in: • Servitutes mancipi 18 e nec mancipi • Servitutes in solo e in superficie 19 • Servitutes rusticae e urbanae. La distinzione tra servitutes mancipi e servitutes nec mancipi si ri- portava alle origini dell’istituto. Servitutes mancipi erano solo le più antiche                                                               17  La classificazione romana delle servitù prediali furono influenzate da motivazioni di origine o da modi e forme propri allo sviluppo evolutivo dei più antichi istituti piuttosto che da ragioni di dogmatica e casistica. In generale S. Solazzi, Specie ed estinzione cit. 655 ss. 18 Servitù mancipi erano le cose che in età arcaica avevano formato oggetto del rapporto di mancipium, strettamente collegate alle necessità di vita della familia: i terreni facenti parti del territorio romano, gli animali da soma (cavalli, buoi, asini, muli) e servitù rustiche (iter, actus, via e aquaeductus). Potevano essere trasferite solo mediante mancipatio o in iure cessio. 19  La distinzione tra servitutes in solo e in superficie venne delineandosi nel ius honorarium, che favorì il superamento del concetto di inscindibilità giuridica della superficies dal suolo. Sul punto S. Solazzi, Specie ed estinzione cit. 22 ss.; B. Biondi, Le servitù prediali cit. 213 ss.
Estratto dalla tesi: Intedicta in materia di servitù