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Post Fata Resurgo

Estratto della Tesi di Jacopo Brogiotti

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21 Capitolo 2 Storia dello sportswear Introduzione “Nei primi decenni del secolo scorso lo sportswear era roba da signori, riservato in larga misura alla classe abbiente, perché gli svaghi costavano e l’equipaggiamento era una questione di codici al pari dell’abbigliamento quotidiano. La tenuta sportiva si riassumeva in qualche variante del vestiario di ne settimana: maglie da cricket anziché maglioni a rombi, pantaloni di anella al posto di quelli di lana pettinata, con un blazer da marinaio a righe orizzontali (quello a tinta unita era usato per andare al club). Persino le attività più estreme, svolte sempre da dilettanti delle classi agiate, non contemplavano altro che una versione potenziata dei vestiti adatti ad una gita in campagna. Per esempio, George Mallory, alpinista inglese che perse la vita nel tentare di scalare l’Everest nel 1924 indossava solo vari strati di indumenti, pesanti giacche e cappotti di tweed.” (J.Sims, R.Luckett, D. Gunn, Vintage Menswear, L ’ippocampo, 2012) Molte attività di svago praticate prima della seconda guerra mondiale erano riti quasi ancestrali: ad esempio la caccia, per la quale era fondamentale un tessuto abbastanza robusto da non lacerarsi tra le spine e gli arbusti ed un colore adatto a dissimulare gli schizzi di fango, come lo spesso velluto a coste delle giacche francesi o il giallo-ocra di quelle americane. Anche nel momento in cui l’impermeabilità al vento ed all’acqua diventavano i requisiti più ambiti per l’outdoor, quelli che passavano per tessuti tecnici nei primi del ‘900 non erano più sosticati del cotone cerato, materiale peculiare delle giacche Barbour o Belsta, ancora in produzione oggi. Altre attività praticate per svago erano al contrario discipline nuove, nate insieme alle moderne scoperte in ambito motoristico: i pionieri dell’aviazione e del motociclismo si rivolsero a sarti e a fornitori di articoli di abbigliamento maschile per farsi confezionare gli indumenti adatti allo scopo, con un taglio che consentisse agio nei movimenti ma li rendesse protettivi a sucienza e correlati di tasche nei punti giusti. Molti esemplari che hanno avuto tale genesi, sono stati i precursori di stili destinati a diventate presenze immancabili nel guardaroba maschile. Citiamo le due giacche da moto T rialmaster ed International, rispettivamente delle inglesi Belsta e Barbour, oppure il Perfecto della ditta Schott Bros. di New York (il “chiodo” in pelle per antonomasia),
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Informazioni tesi

  Autore: Jacopo Brogiotti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: ISIA Faenza
  Facoltà: Design e Arti
  Corso: Disegno industriale
  Relatore: Silvia Cogo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 120

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