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Effetti dell'orario di pascolamento sui composti volatili del grasso perirenale di agnello

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Agraria

Autore: Valentina Palma Ventura Contatta »

Composta da 68 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 32 click dal 07/07/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Valentina Palma Ventura

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10 L’influenza del fattore tipo genetico sulla qualità delle carcasse dipende principalmente dai criteri utilizzati per confrontare le razze tra loro (età, peso vivo, peso della carcassa, etc.). Ad esempio può entrare in gioco il livello di precocità di una razza, per cui razze di piccola taglia e con incrementi medi giornalieri ridotti risulteranno, a parità di peso carcassa o di peso vivo, più ricche di grasso (Pollot et al., 1994; Snowder et al., 1991) e con meno muscolo e ossa (Kirton, 1982; Zezza et al., 1978) rispetto a razze di taglia maggiore e più tardive nella crescita. A parità di età, i tipi genetici più precoci e di taglia più piccola presenteranno pesi minori ma presumibilmente saranno più ricchi in grasso rispetto ai tipi di razze tardive e di taglia maggiore (Zygoyannis et al., 1990). Alcuni studi hanno dimostrato che agnelloni di razza “Barbaresca” presentano, generalmente, carcasse più pesanti e con una maggiore percentuale di carne nella carcassa stessa (Lanza et al., 2000) rispetto agli agnelloni di razza “Comisana” e “Pinzirita” (Licitra et al., 1992; Biondi et al., 1998). Il fattore genetico può, dunque, determinare differenze nell’adiposità della carcassa, sia per quanto riguarda la quantità di grasso depositato sia per quanto riguarda il sito di deposizione (Pollot et al., 1994). Le razze prolifiche tendono a depositare meno grasso di copertura e più grasso intermuscolare rispetto alle razze da carne, pur presentando la stessa percentuale di grasso intramuscolare (Kempster, 1980; Thonney et al., 1987). Le razze “a coda grassa” depositano più grasso sottocutaneo nella regione lombare rispetto alle altre razze (Saňudo et al., 1997; Zygoyannis et al., 1990). Wood et al. (1980) e Butler-Hogg et al. (1986) ritengono che, a parità di peso, le razze da latte siano più grasse delle razze da carne. L’età, altro fattore che influenza la qualità della carne e delle carcasse, incide su un importante parametro qualitativo che è il colore. Generalmente il colore della carne tende ad essere più scuro con l’aumentare dell’età, per una maggiore presenza di pigmento (Saňudo et al., 1996; Rousset-Akrim et al., 1997). Biondi et al. (1998) hanno affermato che tale effetto potrebbe essere annullato in presenza di una maggior concentrazione di grasso di marezzatura poiché quest’ultimo andrebbe a bilanciare la consistenza della pigmentazione nei tessuti. Inoltre il grasso di animali adulti è più giallo rispetto a quello di animali giovani e ciò dipende da un maggiore accumulo di caroteni a livello del tessuto adiposo perirenale (Priolo et al., 2002). L’avanzare dell’età provoca anche una modificazione dei depositi di grasso. Generalmente in animali adulti si ha una maggiore percentuale di acidi grassi saturi (Miller et al., 1986) e di acidi grassi a catena ramificata (Young et al., 1999).
Estratto dalla tesi: Effetti dell'orario di pascolamento sui composti volatili del grasso perirenale di agnello