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Giochiamo con il mago: studio per la validazione di uno strumento per valutare il gioco simbolico in età evolutiva

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Lara Birolini Contatta »

Composta da 141 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 268 click dal 16/06/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Lara Birolini

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10 Secondo il modello piagetiano lo sviluppo dell’intelligenza passa da una modalità senso-motoria (il pensiero si basa su azioni e percezioni, caratteristica dei primi due anni di vita), a una modalità rappresentativa (il pensiero si sgancia dall’azione e si basa sui simboli e concetti) attraversando diverse fasi, suddivise nei seguenti stadi:  Pensiero pre-operatorio (dai 2 ai 7 anni);  Pensiero operatorio concreto (dai 7 agli 11 anni);  Pensiero operatorio formale/astratto (dagli 11 anni in poi). Ogni fase dello sviluppo del pensiero è caratterizzata da una particolare modalità ludica: compaiono in successione diacronica dapprima il gioco di esercizio sensoriale e motorio (caratteristico dei primi due anni di vita), poi il gioco simbolico (dai 18 ai 7 anni) e infine il gioco di regole (che compare dai 4 ai 7 anni, ma continua a svilupparsi anche in seguito). Come in ogni modello stadiale, l’emergere di una forma di gioco superiore non annulla quelle precedenti, ma diventa la modalità di gioco più caratteristica di quel particolare stadio di evoluzione del pensiero. Nello specifico del gioco simbolico, oggetto specifico di questo lavoro di ricerca, Piaget afferma che dapprima tale modalità di gioco si sviluppa a partire dai 18 mesi fino ai 7 anni, quando comincia a declinare, assumendo forme sempre più sociali e realistiche, caratterizzate dalla maggiore convenzionalità e comunicabilità, connessa all’emergere del simbolismo collettivo, che prepara il terreno alla regola e che porta progressivamente il gioco simbolico ad estinguersi proprio nel gioco di regole. Nel gioco simbolico il bambino “pre-esercita” l’immaginazione, ma secondo Piaget l’immaginazione è una sorta di distorsione del pensiero e del reale, che dispensa il soggetto dalle necessità e dalle richieste dell’accomodamento alla realtà e rappresenta dunque un ostacolo al raggiungimento del pensiero logico, formalizzato e astratto.
Estratto dalla tesi: Giochiamo con il mago: studio per la validazione di uno strumento per valutare il gioco simbolico in età evolutiva