Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

I nostri cannibali - Indagine sul rapporto tra l’Io ed altre culture

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Umanistiche

Autore: Mariano Mercuri Contatta »

Composta da 165 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 42 click dal 22/06/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Mariano Mercuri

Mostra/Nascondi contenuto.
MARIANO MERCURI – I NOSTRI CANNIBALI CAPITOLO 1: 1492 – LA SCOPERTA DI NUOVI UOMINI 11 in seria considerazione tutto: dalla Genesi al Diluvio Universale alle teorie sulla riproduzione degli animali: “le rane nascono dalla terra” ma altri mammiferi de- vono per forza nascere dall’unione di esemplari sessuati simili. Questione ripresa anche nel 1500 da autori come Paracelso o Pomponazzi, a seguito di teorie po- ligenetiche che prendevano sempre più piede in quei tempi: come in una ricetta culinaria, alcuni autori dell’epoca prendevano vari ingredienti da Aristotele e Avi- cenna per teorizzare la generatio ex putredine di animali e uomini nel Nuovo Mondo. 6 Teorie secondo le quali gli animali (e uomini, a meno che essi non fos- sero arrivati con navi o percorsi terrestri alternativi a seconda della fantasia dell’autore che proponeva le varie tesi) potessero nascere, in particolari condi- zioni di calore e favore degli astri, direttamente dalla terra: quindi in America, date le particolari condizioni naturali, si poteva pensare che gli esseri viventi scoperti, al pari delle rane di Sant’Agostino, avessero avuto origine spontaneamente senza inseminazione sessuale tra individui della stessa specie, proponendo quindi una tesi alquanto libertina ma piuttosto scevra da complicazioni dettate da un contesto religioso e monogenetico, contesto decisamente in contrasto con la realtà empirica verificata dalla scoperta del continente americano. Ovviamente la teoria poligenetica non mise fine alla diatriba e le teorie avversarie continuarono a proporre la loro visione per molto tempo ancora. Da notare anche che, nonostante la grande importanza della scoperta dell’America, in generale: «non aveva provocato – almeno agli inizi – qualcosa di più che un “mediocre stupore”. […] Il libro di Geoffroy Atkison, Les Nouveaux horizons de la Renaissance française (1935), mostra che il numero delle pubbli- cazioni dedicate ai Turchi è, per tutto il Cinquecento, quattro volte superiore a quello delle pubblicazioni sull’America. Nulla di bizzarro, visto che la colonizza- zione spagnola del Nuovo Mondo era stata vissuta anche dal suo scopritore 6 Si veda Giuliano Gliozzi, Adamo e il Nuovo Mondo. La nascita dell’antropologia come ideologia coloniale: dalle genealogie bibliche alle teorie razziali (1500-1700), La nuova Italia editrice, Fi- renze, 1977, in particolare Parte Seconda, Capitolo III, paragrafi 2 e 3. Questo testo verrà usato anche come fonte sulle teorie genealogiche citate anche più avanti nel testo.
Estratto dalla tesi: I nostri cannibali - Indagine sul rapporto tra l’Io ed altre culture