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Tagliare ombre: estetica e racconto nel montaggio cinematografico tra ieri e oggi

Laurea liv.I

Facoltà: Civiltà e Forme del Sapere

Autore: Giorgio Todesco Contatta »

Composta da 39 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 179 click dal 07/07/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Giorgio Todesco

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10 pensieri, […] qualcosa che aiuta la discriminazione interiore dei pensieri, oppure un riflesso involontario che accompagna quel processo mentale”. 8 Se una conversazione fosse filmata, afferma Murch, il batter d’occhi degli interlocutori corrisponderebbe al punto in cui si potrebbe fare uno stacco, almeno se si volesse dare alla scena un ritmo “naturale” e non sincopato (il che costituisce una scelta artistica ben precisa). Riassumendo ecco che abbiamo ancora una volta confermato che “il cinema è come il pensiero. Di tutte le arti è quella che gli si avvicina di più.” Ma il cinema è anche simile al sogno: “accettiamo gli stacchi perché assomigliano al modo in cui le immagini sono giustapposte nei sogni”. 9 E il montaggio, perciò, rappresenta il codice con cui è possibile esprimere questo linguaggio, vicino al pensiero e alla dimensione onirica, con cui è possibile rendere concreto l’astratto, e comunicare un’idea con delle immagini in movimento. Come si è visto, non è bastata una sola definizione per stabilire di cosa parliamo quando trattiamo di montaggio, un’attività tanto fondamentale per il cinema quanto sfuggente è la sua natura. Possiamo solo aggiungere che, sebbene fin qui si sia fatto riferimento solo al “montaggio cinematografico”, il montaggio non è – non è più – una questione esclusivamente legata al cinema. È bene tener presente che questo rappresenta una minima parte all’interno del più vasto insieme della “comunicazione audiovisiva”, e che in effetti i film “tradizionali” costituiscono una percentuale ridotta di tutta la sconfinata massa di prodotti audiovisivi (documentari, programmi e fiction televisivi, sit-com, video analogici e digitali, etc..). Ecco perché ben si adatta al nostro discorso la celebre massima di Marshall McLuhan: il medium è il messaggio. Un’affermazione indubbiamente provocatoria ma straordinariamente moderna in quanto implicazioni teoriche sulla comunicazione tout court. Infatti, che si tratti di televisione, di cinema, di comunicazione web, “cosa si comunica è meno importante del mezzo con cui si comunica”. 10 Il montaggio è, a conti fatti, il mezzo con cui si comunica il cinema. Ma soprattutto è un codice, è la grammatica basilare di ogni forma di comunicazione audiovisiva, e costituisce pertanto il veicolo più immediato e più versatile per la produzione di senso, e dunque per il “messaggio”. 8 W. M. op. cit., p. 71. 9 W. M. op. cit., pp. 68-9. 10 W. M. op. cit., p. 137.
Estratto dalla tesi: Tagliare ombre: estetica e racconto nel montaggio cinematografico tra ieri e oggi