Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il controllo a distanza sul lavoratore e l'interazione tra disciplina giuslavorista e normativa sulla privacy

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Davide Flaibani Contatta »

Composta da 134 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 477 click dal 13/07/2017.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Davide Flaibani

Mostra/Nascondi contenuto.
14 Sembra utile, per chiarire in modo più efficace l’affermazione precedente, fornire alcuni rapidi esempi 9 di quegli strumenti che volevano essere disciplinati dall’originario articolo 4: la norma riguardava strumenti che consentivano di registrare la quantità di energia elettrica consumata, oppure apparecchiature atte a controllare la continuità di funzionamento di un macchinario, o ancora strumenti che potessero registrare le conversazioni del personale. Tutti questi dispositivi erano accumunati dal fatto che, anche se in maniera indiretta, permettevano di ricavare informazioni sulla qualità e quantità dell’attività lavorativa 10 . Ma non solo; un’altra caratteristica comune era che nessuna di queste apparecchiature era utile al lavoratore per svolgere direttamente la propria mansione. Come si vedrà successivamente questa particolare attenzione a questa tipologia di strumenti e non alla categoria degli strumenti di lavoro in senso stretto sarà alla base di alcuni gravi problemi applicativi della norma, portati alla luce dal progresso tecnologico e dal cambiamento della strumentazione utilizzata per lo svolgimento dell’attività lavorativa in molti settori. Non sembra però possibile criticare eccessivamente la decisione del legislatore statutario; non va infatti dimenticato come negli anni ’70 fosse ancora lontano il momento in cui gli strumenti informatici sarebbero diventati, almeno per alcuni tipi di impiego, il mezzo principale attraverso il quale un dipendente svolge la prestazione lavorativa. 1.2 Il divieto esplicito di controlli a distanza sui lavoratori. L’articolo 4 originale si apriva con un primo comma in cui era presente una frase di grande impatto; veniva infatti come prima cosa stabilito che "È vietato l’uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dei lavoratori”. 9 Gli esempi seguenti sono ripresi da I. ALVINO, I nuovi limiti al controllo a distanza dell’attività dei lavoratori nell’intersezione fra le regole dello Statuto dei lavoratori e quelle del Codice della privacy, in Labour & Law Issues, vol. 2 numero 1, 2016, p. 4. 10 Va specificato che qui con attività lavorativa si vuole intendere ogni comportamento compiuto dal lavoratore durante l’orario di lavoro, e non soltanto l’adempimento in senso stretto dell’obbligazione derivante dal contratto.
Estratto dalla tesi: Il controllo a distanza sul lavoratore e l'interazione tra disciplina giuslavorista e normativa sulla privacy