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Studio sperimentale delle correlazioni esistenti tra i parametri ambientali e la concentrazione del Radon in ambienti umidi

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Lorenzo Cicchetti Contatta »

Composta da 73 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 105 click dal 18/07/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Lorenzo Cicchetti

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2.2 Danni alla Salute Il Radon ha un elevata mobilità e si distribuisce in tutto l'ambiente in modo piuttosto uniforme. E' un gas inerte e non reagisce chimicamente o elettricamente e una volta inalato non costituisce pericolo dal punto di vista sanitario. In spazi aperti si mescola con le correnti d'aria e non raggiunge valori preoccupanti; al contrario, in un ambiente chiuso il radon può accumularsi a raggiungere alte concentrazioni (anche 10 volte su- periori ai limiti di sicurezza).In aria, durante il suo decadimento,produce nuclidi radioattivi che sono invece carichi e chimicamente reattivi. Una volta prodotti,i “figli” del Radon si depositano sulle superfici dei locali (pareti,mobili ecc.) op- pure sulle molecole d'aria presenti nell'ambiente. Tale aria viene così inspirata creando seri danni al sistema respiratorio. Nella fase di decadimento, il gas rilascia particelle alfa che possono provocare danni fisici e chimici al DNA delle cellule dell’epitelio polmonare. Il cammino di tale particelle alfa in tessuti di tipo quello polmonare è di alcune decine di micron, per cui solo quelle superficiali sono quelle esposte. I danni sono riparabili ma si possono anche sviluppare mutazioni cellulari in grado di dare origine ad un processo cancerogeno. L'alta mortalità dovuta a malattie polmonari tra i lavoratori delle miniere d'argento della regione te- desca di Schneeberg (Germania) è stato il primo campanello d'allarme. Nel 1879 la malattia chia- mata Morbo di Schneeberg fu riconosciuta come cancro ai polmoni. Il Radon scoperto da F. Dorn e le misurazioni effettuate nel 1901 nelle miniere di Schneeberg rive- larono un 'alta concentrazione di Radon. Negli anni successivi(con annessi esperimenti su animali) si è dimostrata un rapporto causa-effetto tra alti livelli di Radon e cancro ai polmoni. Nonostante la pericolosità manifestata nei primi anni del novecento (dallo stesso Dorn e dopo Rutherford), ci vol- lero cinquant'anni per le prime misurazioni negli ambienti residenziali. La Svezia riscontrò un alto livello di concentrazione Radon ma in campo internazionale si ritenne un problema puramente locale. Nel 1988 l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato il Radon come la seconda causa di tumore al polmone dopo il tabacco. Il rischio alla salute aumenta al crescere della concentrazione e del tempo che si trascorre in presen- za di elevate concentrazioni di radon. Esiste una stretta relazione tra gli effetti di fumo e Radon, tan- to che un fumatore rischia circa 15 volte di più rispetto a un non fumatore esposto alla stessa con- centrazione. Fig.6 “Relazione tra esposizione al Radon e tumori al polmone” 14
Estratto dalla tesi: Studio sperimentale delle correlazioni esistenti tra i parametri ambientali e la concentrazione del  Radon in ambienti umidi