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Polifenoli alimentari e morbo di Alzheimer: biodisponibilità, metabolismo e meccanismi cellulari e molecolari

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Farmacia

Autore: Ilaria Cribari Contatta »

Composta da 106 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 509 click dal 03/08/2017.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Ilaria Cribari

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14 fanno riferimento a sette aree cognitive differenti: orientamento nel tempo, orientamento nello spazio, registrazione di parole, attenzione e calcolo, rievocazione linguaggio, aprassia costruttiva. Si può passare anche a test più accurati come il MODA (Milan Overall Dementia Assessment) [7]. È un test ideato sulla base di studi inerenti il quadro cognitivo dei deficit neuropsicologici della malattia di Alzheimer, con lo scopo di completare, in termini quantitativi, la descrizione neuropsicologica di un paziente che viene esaminato per sospetto di demenza. Il MODA possiede i requisiti richiesti sia da una "rating scale" che da uno strumento di "screening cognitivo" utile per la diagnosi precoce di deterioramento cognitivo e per la valutazione del "rate of progression" della malattia stessa. È composto da una serie di 14 prove che sono raccolte in tre sezioni: orientamenti, autonomia e testistica. Se il risultato degli esami è in accordo con l’ipotesi diagnostica e permette di escludere altre possibili cause di deterioramento cognitivo (per esempio tumori o ematomi cerebrali, idrocefalo, altre malattie degenerative del sistema nervoso, intossicazioni da farmaci, epilessia, ipotiroidismo, dismetabolismi), si pone la diagnosi di sospetto morbo di Alzheimer. Poiché la malattia ha un decorso progressivo, il sospetto diagnostico necessita di una conferma nel tempo con visite periodiche. La diagnosi certa richiede una valutazione clinica e un’evidenza istopatologica ottenuta con biopsia o un’autopsia. Dato che l’esecuzione di una biopsia cerebrale non è eticamente proponibile al solo fine diagnostico, nella pratica corrente ci si limita alla diagnosi di “probabile malattia di Alzheimer” che si può ottenere con i criteri clinici visti in precedenza [8]. 1.3 Neuropatologia della malattia di Alzheimer Le cause esatte che innescano e sostengono la degenerazione nella malattia di Alzheimer non sono note nonostante l’importante mole di studi compiuti in oltre un secolo dalla sua scoperta; molte delle ipotesi avanzate (virale, tossica, autoimmune), infatti, non hanno ancora trovato conferme. Si sa comunque che i sintomi sono dovuti ad una diffusa distruzione di neuroni, causata principalmente dal peptide β-amiloide, una proteina che, depositandosi tra i neuroni, agisce come una sorta di collante, inglobando placche e grovigli "neurofibrillari" e da una forte diminuzione nel cervello di acetilcolina, un neurotrasmettitore fondamentale per la comunicazione tra neuroni, e
Estratto dalla tesi: Polifenoli alimentari e morbo di Alzheimer: biodisponibilità, metabolismo e meccanismi cellulari e molecolari