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I minori stranieri non accompagnati; l'altra faccia dell'immigrazione.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Anna Paola Conti Contatta »

Composta da 57 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 786 click dal 14/09/2017.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Anna Paola Conti

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16 Anno Accademico 2014/2015 legge o alla consuetudine e fino a quando non ne assuma effettivamente la custodia un adulto per essi responsabile. La presente risoluzione è parimenti applicabile ai minori, cittadini di Paesi terzi, rimasti senza accompagnamento successivamente al loro ingresso nel territorio degli Stati membri” 12 . In Italia, secondo il Regolamento dell’ex Comitato per minori stranieri 13 , per minore straniero non accompagnato si intende “il minorenne non avente cittadinanza italiana o di altri Stati dell'Unione europea che, non avendo presentato domanda di asilo, si trova per qualsiasi causa nel territorio dello Stato privo di assistenza e rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili in base alle leggi vigenti nell'ordinamento italiano”. Nella definizione, non rientrano quindi i minori non accompagnati richiedenti asilo. Questa è solo una delle differenze con l’attuale legislazione europea. La legislazione italiana distingue la categoria dei “minori stranieri non accompagnati” dai “minori richiedenti asilo”. Questa etichetta non è pienamente condivisa nel resto d'Europa: minori separati, isolati ,minori stranieri non accompagnati; sono diverse le definizioni adottate, delimitazioni importanti soprattutto per riuscire ad adottare la strategia migliore, unicamente per il maggior benessere del fanciullo 14 . Col termine “Minore separato” ad esempio, si pone la realtà dei minori separati dai genitori, dalla loro comunità e dal loro paese, oltre che ai minori soli, che viaggiano con persone diversi dai genitori (amici, conoscenti, familiari allargati) . La definizione quindi, di «minore straniero non accompagnato 15 » in alcuni Paesi conferisce uno status, in altri una condizione giuridica. Sebbene esista l'espressione “non accompagnato” l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite ha consigliato l'utilizzo dell'aggettivo “separated children”. Questo nominativo è ritenuto più corretto poiché non tutti i minori che necessitano l'assistenza e la protezione fornita a questo gruppo sono effettivamente “non accompagnati”: molti sono sotto il controllo di trafficanti o sfruttatori, altri “affidati” a lontani parenti, che però non sono capaci o adatti ad assumersi questa responsabilità. 12 Cfr. http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:31997Y0719(02) (Ultima Consultazione 06.07.2015) 13 I compiti del Comitato e la definizione di “minore straniero non accompagnato” sono definiti dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n.535/99. L'art.12, comma 20 del decreto legge n.95/2012, convertito con modificazioni nella legge 135/2012, ha previsto la soppressione di alcuni organismi collegiali, tra cui il Comitato per i Minori Stranieri; a oggi le sue funzioni sono svolte dalla Direzione Generale (DG) Immigrazione e Politiche di integrazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. 14 M. Giovannetti, L’Accoglienza Incompiuta, Il Mulino, Bologna, 2009, pp.31-32. 15 Utilizzato in diversi Paesi europei oltre l’Italia, tra cui Francia e Spagna.
Estratto dalla tesi: I minori stranieri non accompagnati; l'altra faccia dell'immigrazione.