Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Ruolo e riforme del Fondo Monetario Internazionale nella stabilità dei mercati

Laurea liv.I

Facoltà: Culture, Politiche e Società

Autore: Davide Bella Contatta »

Composta da 28 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 329 click dal 01/09/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Davide Bella

Mostra/Nascondi contenuto.
effetto domino che potrebbe far crollare tutto il sistema finanziario, dato anche l’aumento del rischio di controparte dovuto al fallimento della prima banca. Questo fenomeno si chiama crisi sistemica ed è il tipico caso di panico bancario (Benassy-Quere 2012). Come ha fatto notare Jean Tirole (2008) l’idea che un’istituzione solvibile possa trovarsi nell’impossibilità di finanziarsi è in contraddizione con la teoria economica convenzionale: un’istituzione solvibile difatti dovrebbe essere sempre in grado di scambiare liquidità immediata in cambio di un’ipoteca sui futuri redditi. Per scongiurare quindi questo problema sarebbe sufficiente far sì che le istituzioni siano in grado di farsi concedere preventivamente linee di credito, in modo da creare una riserva di liquidità in grado di attutire eventuali shock finanziari. Questa soluzione non funzionerebbe però in caso di uno shock macroeconomico che colpisce tutti gli imprenditori o la maggior parte di loro, in quanto le banche non sarebbero più in grado di assicurare la liquidità richiesta. Tirole chiama liquidità interna la capacità del sistema finanziario di mettere in movimento e redistribuire le risorse presenti e future dell’economia attraverso l’emissione di obbligazioni ed azioni. La liquidità interna è insufficiente in caso di uno shock macroeconomico e per fronteggiare la crisi scongiurando il collasso del sistema c’è bisogno di liquidità esterna, ovvero che provenga da un attore esterno al mercato. La fornitura di liquidità in questo caso può arrivare da parte della banca centrale, dai governi, dal mercato internazionale di capitali o da organi sovranazionali che fanno della stabilità la loro ragion d’essere, come il Fondo Monetario Internazionale (FMI). Le banche centrali si limitano alla fornitura diretta di liquidità al settore bancario per mezzo delle operazioni di politica monetaria o attraverso dei prestiti temporanei alle banche solvibili che non riescono a rifinanziarsi sul mercato. Secondo Farhi e Tirole nel 2012 (Benassy-Quere 2012, pag 257) spiegano come l’intervento della banca centrale è migliore rispetto a quello del governo poiché è basato su meccanismi di mercato e permette di selezionare le banche che hanno veramente bisogno di liquidità, mentre i prestiti fatti dal governo sono meno selettivi. I prestiti della banca centrale sarebbero anche migliori a causa del fatto che è propriamente uno dei compiti della banca centrale il controllo delle istituzioni finanziare. Tuttavia l’intervento della banca centrale non è privo di inconvenienti, in quanto implica un trasferimento di ricchezza dai risparmiatori alle banche per via del tasso di interesse più basso rispetto a quello di mercato. Il finanziamento della banca centrale potrebbe anche incentivare il “moral hazard” (ovvero che gli operatori finanziari, in questo caso le banche, si accollino rischi eccessivi poiché ci sarà sempre qualcun altro 7
Estratto dalla tesi: Ruolo e riforme del Fondo Monetario Internazionale nella stabilità dei mercati