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Le lettere di Cesare, Lucrezia e Ludovico Borgia ai Priori di Todi (1499-1503)

Laurea liv.I

Facoltà: Beni e attività culturali

Autore: Virginia Gregori Contatta »

Composta da 60 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 66 click dal 14/09/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Virginia Gregori

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10 podestà 23 , corrispondenza relativa a questioni di natura politica, economica, di sicurezza dello Stato o di più breve momento 24 . Nel giugno 1495 il pontefice venne a Perugia per evitare l’incontro con Carlo VIII; da quell’anno le cose per la città cambiarono. Aumentarono i disordini e per tale motivo nel 1496 si istituirono i riformatori della giustizia, al fine di ristabilire la legalità. Nel 1498 si ebbero scontri con il Ducato di Urbino e, in occasione della guerra fra Venezia e Firenze, si ebbe la divisione fra Guido e Rodolfo Baglioni, i loro figli militarono infatti in campo opposto. Le sedute dei Dieci diminuirono e per questo Alessandro VI nel 1500 si sentì abbastanza forte da poter sciogliere la magistratura. Al predominio di Guido e Rodolfo venne messo fine a seguito della notte delle “nozze rosse” (1500); dopo la strage di vari membri della famiglia, il ruolo di guida della stirpe fu assunto da Giampaolo Baglioni 25 . Nello stesso anno egli, condottiero per tradizione familiare, entrò al servizio di Alessandro VI ed aiutò Cesare Borgia nella lotta contro la famiglia romana dei Colonna. Successivamente seguì il Valentino nella sua spedizione militare in Romagna fin quando non se ne distaccò, temendo per le sorti di Perugia, che aveva intuito non sarebbe stata risparmiata dagli ambiziosi piani del Duca 26 . Questa rottura, come è ben noto, portò prima alla congiura di Magione, poi alla strage di Senigallia, nella quale perse la vita anche Vitellozzo Vitelli; in questa maniera, anche Città di Castello entrò a far parte dei domini di Cesare Borgia. Giampaolo Baglioni, conscio dell’impossibilità di resistere alle truppe del Valentino, riuscì a fuggire dalla città natale rifugiandosi a Siena 27 . Perugia venne ancora una volta riportata sotto il controllo diretto della Chiesa, situazione che venne confermata dopo la conquista della città da parte di Giulio II (1506). A Giampaolo Baglioni fu concesso di continuare a vivere in città e di conservare i propri feudi, ma il potere baglionesco risultò ormai ridimensionato 28 . 23 Ivi, p. 250. 24 Cfr. M.G. Bistoni Colangeli, La presenza di Alessandro VI a Perugia, in Alessandro VI e lo Stato della Chiesa, p. 257. 25 Cfr. C. Regni, Le istituzioni comunali a Perugia, pp. 252, 253. 26 G. De Caro, Baglioni Gianpaolo, in Dizionario Biografico degli Italiani, ad vocem: http://www.treccani.it/enciclopedia/giampaolo-baglioni_(Dizionario-Biografico)/ 27 Ibidem. 28 Ibidem.
Estratto dalla tesi: Le lettere di Cesare, Lucrezia e Ludovico Borgia ai Priori di Todi (1499-1503)