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Spirito e Polvere: Il Vitalismo nella poetica cinematografica di John Huston

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Enrico Caruso Contatta »

Composta da 90 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 33 click dal 22/09/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Enrico Caruso

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15 La poetica cinematografica assurge dunque al compito di innalzare apollineamente il cinema, di questi tempi duramente compromesso, di richiamare l’attenzione su un’artisticità smarrita, di ritornare ad insistere sul campo di un cinema-arte che sia, originalmente, propiziato come fenomeno di illibata e incontaminata ascendenza. Per questa via, si fornisce la spiegazione del suo incarico riqualificante della “cultura cinematografica”, ora dimora di un culto rispettato collettivamente, ridestato dalle sconcezze, rieditato nella sua canudiana memoria di “settima arte” 19 . Progetto per una sistematica teorica dei problemi dei contenuti e della composizione dell’arte in un regista cinematografico: “il termine viene usato per indicare una nozione strettamente legata al fare artistico, comprensiva di tutti i fattori che alla dinamica di tale fare possano contribuire 20 ”. Per la poetica di un regista La poetica di Godard, la poetica di Bergman, la poetica di Kurosawa (così come tutte le altre); esse non si assomigliano certo per il caso particolare, per la specificità; esse, invece, si ritrovano per la loro architettura, per l’involucro da riempire empiricamente, per la loro generale essenza modellare, insomma, nel nominarsi poetiche cinematografiche. In questo paragrafo, tratteremo della natura univoca con cui le poetiche si presentano, che è comune a tutte e che condividono trasversalmente. Conosceremmo il loro episteme e il loro modo di pre-figurarsi. Preliminarmente, mi accingo a presentare una personale distinzione, che, come tale, è priva di note e va assunta nella piena responsabilità del suo autore:  Stile: il fare artistico considerato nella sua ricezione tecnica come contenutistica, che è proprio ed inerente di una sola e singola (e dunque esclusivo) personalità (si pensi a Tarkovskij, a Kubrick, imitati, ma sempre rimasti “personalissimamente unici”, mai divenuti gruppo).  Corrente: qui, il fare artistico è quello di un gruppo più o meno ristretto di autori, collaboratori e amici (non per forza una scuola ufficialmente riconosciuta), dove però la particolarità consiste nel fatto che l’aria di azione di tale “indirizzo” non varca mai i confini nazionali del paese in cui operano i suoi esponenti (le avanguardie, la commedia all’Italiana, per certi versi anche il Neorealismo).  Movimento: la corrente che esonda i limiti di un iniquo riguardo d’obbligo e riesce a riservarsi un posto prevalente, in prima fila, all’interno della nidificazione laboriosa di 19 L. Anceschi, Autonomia ed Eteronomia dell’arte, cit., p.XVII: “(…) Lo sviluppo intellettuale può avvenire in due modi: talvolta, l’aumento della conoscenza viene ordinato intorno a vecchie nozioni, e queste vengono allargate, elaborate, ma non seriamente rivedute, e tanto meno abbandonate; altre volte, tale movimento richiede un cambiamento qualitativo piuttosto che quantitativo, un mutamento, non un aggiunta.” 20 R. Pajano, op. cit, p.97.
Estratto dalla tesi: Spirito e Polvere: Il Vitalismo nella poetica cinematografica di John Huston