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Informatizzazione di un birrificio casalingo - Caso di studio “Anello Aromatico”

Laurea liv.I

Facoltà: Ingegneria

Autore: Matteo Piccinini Contatta »

Composta da 35 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 59 click dal 10/10/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Matteo Piccinini

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Informatizzazione di un birrificio casalingo – Anello Aromatico Matteo Piccinini 8 Tecnologie utilizzate Gli strumenti software utilizzati per la realizzazione del progetto sono qui sotto elencati. Java 8 EE Java è un linguaggio di programmazione OO (Object Oriented), tipiz- zato staticamente, con una sintassi che ricorda quella del C++. La prima idea di Java è stata partorita nel 1991 nei laboratori Sun Mi- crosystem, da un team di sviluppatori guidato da James Gosling, con l’obiettivo di creare una tecnologia per l’industria elettronica sviluppando un ambiente software plat- form-indipendent, semplice da utilizzare e che dovesse essere installato su scenari applicativi com- pletamente diversi tra loro, in generale dotati di piccole quantità di memoria e CPU estremamente diverse tra loro, ma tutti con un unico punto in comune: la cosiddetta JVM (Java Virtual Machine). All’inizio degli anni novanta il mercato dei sistemi elettronici intelligenti non era però ancora abba- stanza sviluppato e il progetto di Java rischiava il fallimento. Nello stesso periodo, però, gli ideatori seppero cogliere la portata della rivoluzione che si stava avviando, quella del World Wide Web, che ben si prestava agli obiettivi del progetto Java: nasceva più forte che mai l’esigenza di progettare applicativi senza conoscere i dettagli della macchina su cui sarebbero andati in esecuzione (i primi motori di diffusione di Java furono gli applet, ovvero codice Java eseguito all’interno di pagine web). Oggi Java è disponibile è utilizzato per molteplici piattaforme: PC desktop, server Web, tecnologia automobilistica, elettrodomestici smart, smartphone e quant’altro. I programmi Java, essendo indi- pendenti dalla piattaforma, possono essere utilizzati ovun- que sia presente una JVM, che diventa quindi l’unico re- quisito fondamentale. Ciò è possibile grazie all’introdu- zione del bytecode, un concetto oggi diffusissimo ma in- trodotto su larga scala proprio da Java, anche se la prima idea simile è riconducibile all’inventore del Pascal, Niklaus Wirth. Esso è un codice intermedio che si pone tra il linguaggio di programmazione vero e proprio e il codice macchina puro (il quale ovviamente non può prescindere dalla piattaforma di esecuzione). Sarà la JVM specifica della macchina su cui si opera ad effettuare la conversione tra bytecode e codice macchina, mentre al programmatore interessa solamente lo svi- luppo del codice di più alto livello, indifferentemente da dove questo codice verrà eseguito. Come mostra la Figura 3, lo sviluppo di un applicativo per sistemi operativi diversi richiede un solo codice Figura 3 Meccanismo di traduzione da codice Java a codice macchina Figura 2 Icona di Java Enterprise Edi- tion. Il nome e il simbolo di Java deri- vano dall’abitudine dei suoi ideatori di frequentare e parlare del progetto ad un caffè (Java è una qualità di caffè dell’omonima isola indonesiana)
Estratto dalla tesi: Informatizzazione di un birrificio casalingo - Caso di studio “Anello Aromatico”