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Storia critica del rapporto Antonello da Messina - Piero della Francesca (da Roberto Longhi ai giorni nostri)

Tesi di Laurea

Facoltà: Conservazione dei Beni Culturali

Autore: Paola Bottone Contatta »

Composta da 120 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 563 click dal 10/10/2017.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Paola Bottone

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21 un soggiorno napoletano di Piero della Francesca come dimostra la presenza in mostra del ritratto di seguace napoletano di Alfonso d’Aragona del Musée Jacquemart-André di Parigi), riportavano finalmente a una rilettura, già suggerita nel 1914 da un giovane Roberto Longhi, dello stretto rapporto dell’arte di Antonello con la grande lezione prospettico luminosa del pierfrancescanesimo. Un rapporto riscontrabile non solo nella fase matura, ma lungo l’intero arco della vita artistica di Antonio di Antonio, secondo modalità ogni volta diverse, funzionali alle urgenze espressive del momento. La vicinanza stilistica a Piero della Francesca, per quanto non documentata, appare incontrovertibile e Bologna è stato fra i più validi sostenitori di questa idea. Nel catalogo della mostra del Mart, il professor Bologna fa intendere bene come l'influsso di Piero si manifesti più volte lungo il percorso di Antonello. Appare molto convincente, ad esempio, la proposta che un ritratto di Re Alfonso d'Aragona di Piero, oggi noto solo nella bella derivazione del Museo Jacquemart - André, spieghi certe soluzioni di volume e di spazio del giovane messinese. Nel presente catalogo risulta molto chiara la descrizione dell'ambiente artistico della Napoli capitale in cui si definì via via la personalità di Antonello e diventano evidenti le sue relazioni con Colantonio, Antonio da Fabriano e il Maestro di San Giovanni di Capestrano. Altrettanto ben tratteggiati risultano i rapporti fra il messinese e alcuni fiamminghi, come Petrus Christus. Longhi 56 nel 1953 mise in evidenza la concomitanza di certe idee di Antonello con un quadro straordinario di Petrus Christus, in passato in Sicilia, e oggi purtroppo trasferito a San Diego in California. Tanto è vera e commovente questa consanguineità che essa trova eco nei diari siciliani di Berenson dello stesso 1953. 56 R. Longhi, Frammento siciliano in “Paragone”, 47, cit. p 160.
Estratto dalla tesi: Storia critica del rapporto Antonello da Messina - Piero della Francesca (da Roberto Longhi ai giorni nostri)