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Dolus in re ipsa: l'accertamento del dolo dopo le Sezioni Unite Thyssenkrupp

Estratto della Tesi di Stefano Squarcia

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13 realizzazione del fatto illecito, il dolo deve investire l’ultimo atto compiuto prima che il decorso causale sfugga al controllo dell’agente 21 . In riferimento alla condotta omissiva, giova ricordare che essa costituisce oggetto del dolo quando si pone come un non fare particolarmente qualificato, ovvero un non fare che viola un dovere di attivarsi o di compiere un’azione doverosa 22 . Più precisamente, per quanto concerne i reati omissivi propri, lo stato d’inerzia risulterà penalmente rilevante se si protrarrà sino alla scadenza del termine, espresso o implicito, entro il quale era obbligatorio attivarsi; mentre, per quel che riguarda i reati omissivi impropri, il “non fare” imputabile a titolo di dolo sarà quello collegato all’ultima condotta positiva che sarebbe stata in grado di evitare l’evento lesivo 23 . Alcune precisazioni si rendono necessarie nel caso in cui si prenda in considerazione quale oggetto del dolo il nesso causale: si tratta di stabilire se, ai fini della sussistenza del dolo, risulti necessario o meno che questo interessi tutti gli specifici aspetti che caratterizzano il decorso causale effettivamente realizzato 24 . In ordine a questo aspetto appare condivisibile l’impostazione dottrinale secondo la quale basta di regola che l’elemento soggettivo riguardi le componenti essenziali del decorso causale, a meno che non si tratti di elementi espressamente tipizzati dal legislatore, in tal caso esso dovrà accogliere anche quest’ultimi 25 . Orbene, la tesi secondo la quale a costituire oggetto del dolo sia ogni e ciascun elemento del fatto storico congruente con il modello di reato 26 trova un preciso riscontro normativo nell’art. 47 comma 1 c.p. 27 , ai sensi del quale: “l’errore sul fatto che costituisce il reato esclude la punibilità dell’agente”. In altri termini l’esclusione della punibilità in caso di errore non può che essere dovuta alla mancanza di dolo: “l’errore e il dolo sono dunque specularmente contigui” 28 e debbono essere considerati in maniera coordinata ai fini dell’inquadramento dell’oggetto del dolo. 21 G. FIANDACA-E. MUSCO, Op. cit., 361 s. 22 M. GALLO, Appunti, cit., 32. 23 M. GALLO, Appunti, cit., 32 s. 24 G. FIANDACA-E. MUSCO, Op. cit., 362. 25 G. FIANDACA-E. MUSCO, Op. cit., 362. 26 M. ROMANO, Comm., cit., 436. 27 G. FIANDACA-E. MUSCO, Op. cit., 361. 28 M. ROMANO, Comm., cit., 436.
Estratto dalla tesi: Dolus in re ipsa: l'accertamento del dolo dopo le Sezioni Unite Thyssenkrupp

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Dolus in re ipsa: l'accertamento del dolo dopo le Sezioni Unite Thyssenkrupp

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Informazioni tesi

  Autore: Stefano Squarcia
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Gaetano Insolera
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 120

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