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Gli orizzonti della ragione: Logos e Caos nel cinema visionario di Stanley Kubrick

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Angelo Riccardi Contatta »

Composta da 84 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 565 click dal 25/10/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Angelo Riccardi

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16 via di fuga è la corrispondenza del labirinto con la ragione dei personaggi stessi; essi non posso allontanarsi dal labirinto semplicemente perché sono essi stessi il vero labirinto. E attraverso la sequenza del bar nella “Gold Room” Kubrick esemplifica la sua metafora: la stanza in oggetto è una tipica sala da ballo elegante e lussuosa dei grandi alberghi novecenteschi ed è caratterizzata da una estrema e serrata simmetria nella disposizione delle luci e degli oggetti d’arredamento – attraverso motivi tipicamente razionalisti -. Ad enfatizzarne la maestosità dell’ambiente contribuisce pure lo stesso Kubrick con i suoi movimenti di inquadratura lenti e lineari. Jack dopo aver avuto un incubo in cui uccideva figlio e moglie a colpi d’accetta e dopo essere stato accusato dalla moglie di essere responsabile di violenze sul figlio, entra in questa stanza, denotando appunto il lento sfaldarsi del suo equilibrio psichico, mostrando frammenti di rimosso che premono dall’inconscio. Prima di arrivare nella Gold Room, Jack compie una sorta di viaggio nella perdizione del suo raziocinio: percorre lentamente un corridoio – sembrando quasi di avere lo spettatore come meta -, manifestando a tratti inconsulti scatti di ira e follia attraverso improvvisi gesti inquietanti ed emettendo grugniti e versi animaleschi, come a rappresentare la regressione ad uno stadio istintivo e pre-umano. E lo stesso corridoio, topos kubrickiano per eccellenza, presenta specchi laterali che confondono lo spettatore tanto quanto lacerano la personalità del protagonista che va inesorabilmente disgregandosi: una volta giunto finalmente nella Gold Room, risulta evidente come ormai lo spazio materiale abbia lasciato il posto allo spazio mentale, più desolato e labirintico che mai.
Estratto dalla tesi: Gli orizzonti della ragione: Logos e Caos nel cinema visionario di Stanley Kubrick