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Domenico Giuriati (1829-1904). Il Plagio

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Marco Anchise Bettoni Contatta »

Composta da 120 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 56 click dal 25/10/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Marco Anchise Bettoni

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13 Dalla seconda metà del XV secolo in avanti, grazie alla stampa il plagio non divenne solo più complesso, ma anche esponenzialmente più diffuso in termini quantitativi: questo malcostume venne infatti testimoniato e denunciato, tra gli altri, anche dal giurista e filosofo Thomasius, vissuto a cavallo tra il ‘600 e il ‘700, quando scrisse “non so se prima di Marziale nessuno scrittore abbia applicato il nome di “plagium” o di “plagiarium” al furto letterario e che dopo Marziale lo si sia fatto prima di questi due ultimi secoli. 5 ” Tale diffusione esplosiva del fenomeno fu favorita tuttavia anche da altri due fattori meno strutturali, ma non meno secondari: il primo era l’atteggiamento degli artisti stessi, soprattutto francesi ed italiani che, legati alla mentalità dei privilegi e del mecenatismo nobiliare, ancora nel Seicento si accontentavano di vivere delle sovvenzioni e delle pensioni dei vari signori per tenere per sé solo la nomea e l’onore della creazione, lasciando quindi ogni altro aspetto e diritto a librai e stampatori e non contrastando sostanzialmente il relativo trattamento di favore riservato nei confronti di questi ultimi. L’altro fattore che favorì l’espansione incontrollata del plagio fu l’opinione non unanime di condanna di tale atteggiamento da parte non solo dei legislatori e dei giuristi, generalmente lontani dal problema e oscillanti tra diverse soluzioni estemporanee, ma anche degli stessi autori: sia singolarmente sia come categoria, gli artisti non hanno sempre avuto che un interesse solo relativo alla repressione del fenomeno, in quanto non sempre ne sono stati vittime, ma talvolta anche diretti responsabili, complice anche il confine piuttosto incerto riguardo all’illiceità del plagio e alla sensibilità spesso insufficiente dello stesso pubblico fruitore delle opere, per ignoranza diffusa o per sottovalutazione sociale degli artisti e dell’arte in generale; al punto che il plagio è stato 5 THOMASIUS, Dissertation philosophique du plagiat littéraire cit. in D. GIURIATI, Il plagio cit., pag 48
Estratto dalla tesi: Domenico Giuriati (1829-1904). Il Plagio