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Estetiche e iconografie degeneri alle origini della cultura pop contemporanea. Corpi, media e provocazione.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE, PSICOLOGIA, COMUNICAZIONE

Autore: Valentina Sanna Contatta »

Composta da 166 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 120 click dal 19/10/2017.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Valentina Sanna

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29 rischio di apparire eccentrico e quindi di essere deriso, tuttavia mosso da uno spasmodico desiderio di distinguersi ed emergere dalla massa, Lord Brummell dedica molto tempo alla cura della propria immagine pubblica: assoluta semplicità degli abiti, ma ricercatezza nelle forme e attenzione per i dettagli; perfezione della toilette, ma dedizione ai piaceri mondani, quanto basta a far parlare di sé. Discreto e riconoscibile allo stesso tempo, potremmo definirlo elegante, ma certamente bizzarro e quasi commovente. “Lord Brummell, che dell’eleganza aveva fatto la propria ragione di vivere, aveva di essa un famoso concetto: la suprema eleganza consiste nel vestire in modo che non si venga notati. Donde, la sua notorietà”, così lo descrive, con efficacia, l’umorista Achille Campanile (ROCCA LONGO 2006, p. 16). Sulla figura di Brummell sono stati scritti diversi saggi e biografie, nonché raccontati numerosi aneddoti. Si ricorda qui probabilmente il più bizzarro e discusso: si racconta che calzasse dei guanti perfetti, ai quali aveva lavorato più di un artigiano, addirittura forse uno per ogni dito. L’ossessione del dandy per il dettaglio si arricchisce di particolari via via sempre più esorbitanti. Ma, come la soppressione delle classi sociali si rivela illusoria (poiché queste classi continuano a esistere), così gli uomini appartenenti alle classi superiori sono costretti, per distinguersi dalla massa, a variare i dettagli dei loro vestiti, non potendo più cambiarne la forma. Essi elaborano quella nuova nozione, per niente democratica, che – con un termine felicemente ambiguo – si chiama distinzione (BARTHES 2006, p. 79). 1.2.2. Il dandismo diventa fenomeno di costume Negli anni della Restaurazione, durante la monarchia di Luigi Filippo, il dandismo penetra in Francia e trova i suoi maggiori esponenti e teorici in Charles Baudelaire e in Jules-Amédée Barbey d’Aurevilly. Proprio il saggio
Estratto dalla tesi: Estetiche e iconografie degeneri alle origini della cultura pop contemporanea. Corpi, media e provocazione.