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Il requisito dell'attualità nelle nuove misure cautelari: l'importanza della legge 16 aprile 2015 n. 47

Estratto della Tesi di Teresa Gallicchio

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13 del medesimo reato, da imputato in un procedimento connesso o da imputato di un reato collegato a quello per cui si procede, occorre che queste siano unite ad altri elementi di prova per corroborare la loro attendibilità (art. 192, co. 3 e co. 4, c.p.p.) 32 . Inoltre nel valutare i gravi indizi di colpevolezza si applica l’art. 195, co. 7, c.p.p. ovvero non si possono utilizzare le testimonianze indirette se ci si rifiuta o non si è in grado di indicare le persone o le fonti da cui è derivata la notizia 33 ; infine un ulteriore divieto opera in caso di notizie ricevute da informatori della polizia giudiziaria o dei servizi di sicurezza (art. 203 c.p.p.) e quando le intercettazioni sono state eseguite illegittimamente (art. 271, co. 1, c.p.p.) 34 . L’aggiunta del comma in questione, secondo parte della dottrina 35 , è vista come un voler specificare inutilmente ipotesi di inutilizzabilità come se solo queste valgano anche per il giudizio cautelare e non altre eventuali. Sostanzialmente, però, nella novella si può cogliere l’intento di dare un certo fondamento agli elementi che costituiscono le ragioni dell’adozione di un provvedimento limitativo. Andando con ordine, se nel codice Rocco del 1930 all’articolo 252 si parlava di <>, con le modifiche apportate nel 1988 gli indizi di colpevolezza si definiscono <> e non più <> 36 . Il senso dell’aggettivo è che deve esserci il fumus commissi delicti, vale a dire l’alta probabilità della colpevolezza di un soggetto e non la certezza; quest’ultima potrà essere raggiunta al di là di ogni ragionevole dubbio 37 solo in caso di ulteriori elementi da acquisire successivamente. Da ciò si nota che i percorsi logici intrapresi dal giudice della cautela e dal giudice di merito sono qualitativamente e 32 La Cass. pen., sez. VI, con sent. del 3 dicembre 2004, n. 1894 conferma che dette dichiarazioni accusatorie necessitano di riscontri estrinseci ai fini della loro valenza. 33 La Cass. pen., sez. V, con sent. del 24 settembre 1996, n. 8610, afferma che <>. 34 Sulle modifiche dell’art. 273 c.p.p., cfr. S. BUZZELLI, Gravi indizi cautelari, chiamata in correità e riscontri individualizzanti dopo la legge n. 63 del 2001, in Cass. pen., 2002, 3706; G. SPANGHER, Più rigore – e legalità – nella valutazione dei gravi indizi nell’applicazione delle misure cautelari personali, in AA.VV., Giusto processo. Nuove norme sulla formazione e valutazione della prova, Padova, 2001, 413. 35 Cfr. F. CORDERO, Procedura penale, 8 ed., Milano, 2006, 479. 36 La Cass. pen., sez. III, con sent. del 23 febbraio 1998 n. 742, ribadisce l’incompatibilità del concetto di gravità con quello di sufficienza; il primo indica l’apparenza della fondatezza, mentre il secondo la certezza che un illecito è stato commesso da un soggetto. 37 Inciso inserito nell’art. 533, co. 1, c.p.p. dall’art. 5, della l. 20 febbraio 2006, n. 46 per sottolineare che la responsabilità di un imputato deve risultare tale all’esito di un giudizio approfondito : <>.
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Informazioni tesi

  Autore: Teresa Gallicchio
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Pontificia Università Lateranense
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Mario Trapani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 162

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Parole chiave

misure cautelari
attualità
concretezza
braccialetto elettronico
esigenze cautelari
arresti domiciliari
sentenza torreggiani
extrema ratio
custodia cautelare in carcere
legge n. 47 del 2015

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