Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il consumismo

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Politiche e Relazioni Internazionali

Autore: Mattia Sorrenti Contatta »

Composta da 132 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 705 click dal 08/11/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Mattia Sorrenti

Mostra/Nascondi contenuto.
14 nostri predecessori. La società moderna nella sua fase primaria di industrializzazione, era una “società della produzione dei produttori”. Nel suo stadio attuale tardo- moderno (Giddens), secondo-moderno (Beck), surmoderno (Balaudier), non ha scarso bisogno di manodopera industriale, ha invece bisogno di impegnarsi i suoi membri nel ruolo di consumatori. Ai propri membri la società impone la norma di sapere e volere consumare. Il passaggio dal vivere nella società immediatamente precedente alla nostra, non implica comunque il salto radicale che si può pensare, perché in entrambi due stadi, la società moderna non può rinunciare a che i suoi membri producano le cose che vanno consumate. Bisogna comunque considerare che il consumatore contemporaneo è diverso del consumatore di altre società precedenti, infatti il dilemma oggi è: consumare per vivere o vivere per consumare? Agire ed acquisire, dovrebbero essere, come affermava Max Weber rifacendosi a Baxter “che si può gettare da parte in qualsiasi momento 13 ”. Questo è il concetto per il quale nulla dovrebbe essere abbracciato dal consumatore in maniera definitiva, nessun bisogno dovrebbe essere considerato appagato e nessuno considerato essenziale. Tutto è volatilità, l’impegno stesso non può durare più del tempo necessario ad acquisire e consumare gli oggetti desiderati, così che questi ultimi non siano più necessari e desiderabili. La tecnologia che comprime il tempo contemporaneo con i suoi mezzi di comunicazione, è la logica naturale dell’economia del consumo. Una logica “istantanea” e valida nell’immediato. In tale contesto il rapporto tra desiderio, soddisfazione e soddisfazione, subisce un’inversione. Per il consumatore 13 Max Weber, L’etica protestante e lo spirito del capitalismo, Editore Rizzoli, Milano, anno 1991, pp 65.
Estratto dalla tesi: Il consumismo