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Le società fiduciarie e il controllo pubblico. La vigilanza di Banca d’Italia.

Estratto della Tesi di Ludovico Mainieri

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4 Successivamente, con l’unificazione italiana, il suo ricorso nel nostro Paese venne dapprima vietato dal codice liberista del 1865 6 , ma in seguito – anche su pressione dei consociati che vedevano nel fedecommesso un utile strumento di protezione del patrimonio familiare dai rischi di azioni di depauperamento dei propri figli - venne reintrodotto e limitato alle forme di fedecommesso familiare e di beneficienza. Ai giorni nostri, l’istituto ha subito dei mutamenti tali da ridursi alle ipotesi di assistenza nei confronti di soggetti incapaci di intendere e di volere, e, come vedremo più avanti, analoghe ragioni hanno spinto ad introdurre un istituto fiduciario ad hoc, ossia il “contratto di affidamento fiduciario”. Il fedecommesso però non è l’unico ambito di applicazione delle “fiducie”. Fin dal periodo classico, ad esempio, era stata utilizzata la mancipatio come strumento di fiducia cum amico al fine sia di proteggere i fondi rustici nei periodi bellici sia di poter affrancare gli schiavi. Dopo la vicenda napoleonica, i problemi di tutela patrimoniale subirono una profonda evoluzione 7 . Il centro nevralgico dell’economia si spostò dai fondi rustici alle banche e quindi ai primi mercati di capitali, con conseguente traslazione di interesse alla tutela dei patrimoni mobiliari e al contenimento dei prelievi fiscali. Al negozio fiduciario si è poi fatto ricorso anche nei tempi delle persecuzioni religiose o politiche: per evitare la confisca il fiduciante perseguitato trasferiva la proprietà dei suoi beni al fiduciario, con l’obbligo per quest’ultimo di ritrasferirli al primo una volta cessato il pericolo. Un esempio recente si è verificato nei Paesi dove si sono insediati i regimi totalitari verso la prima metà del XX secolo, a causa della promulgazione delle leggi razziali. Gli ebrei del vecchio continente infatti, a causa del divieto di continuare ad essere titolari di aziende o di attività commerciali, si avvalsero delle società fiduciarie per conservare la proprietà sostanziale dei loro patrimoni. All’inizio le fiduciarie nacquero nel nostro Paese spontaneamente, sulla scorta di quanto già avveniva in altri Paesi europei. L’amministrazione fiduciaria aveva già avuto una notevole diffusione in Inghilterra sin dal XIX secolo, attraverso le cosiddette trust companies. Nello stesso periodo nascevano in Germania le società 6 Cfr. il suo art. 899 c.c. «qualunque disposizione con la quale l’erede o il legatario è gravato con qualsivoglia espressione di conservare e restituire ad una terza persona». 7 Cfr. MARIANI A. e MUSCOLO M., op. cit, 2013, p. 14.
Estratto dalla tesi: Le società fiduciarie e il controllo pubblico. La vigilanza di Banca d’Italia.

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Le società fiduciarie e il controllo pubblico. La vigilanza di Banca d’Italia.

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Informazioni tesi

  Autore: Ludovico Mainieri
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Fortunato Sabino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 168

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