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Fiducia, legittimazione ed ubbidienza. Max Weber e Niklas Luhmann

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Nicola Fajeti Contatta »

Composta da 23 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 390 click dal 29/11/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Nicola Fajeti

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8 Non vi è qui, come invece per altri autori, bisogno del dominio, che è relegato a figura del passato non sopravvissuta al processo storico, il potere è un effetto di sistema in quanto mezzo di comunicazione generalizzato simbolicamente, e quindi è associato più alla libertà che alla costrizione. Secondo il sociologo tedesco la fiducia è accordata al potere politico in due modi 19 :  Attraverso il voto, che esprime soddisfazione o delusione riguardo alle decisioni politiche a fronte di certe aspettative riguardo al modo ritenuto corretto di fare politica;  Al sistema politico tout court, continuando a vivere in un certo paese, in una certa società, accettando le regole insite in questi sistemi, e aspettandosi una vita dignitosa. La fiducia nel potere politico porta a una centralizzazione decisionale nel processo di riduzione della complessità: alla classe politica è trasferita la responsabilità di affrontare la complessità, ed essa lo fa attraverso decisioni vincolanti 20 . Tuttavia, l’elemento sovrano della decisione non è passibile di fiducia (a causa dell’indivisibilità del potere decisionale); questa “può nella migliore delle ipotesi fare riferimento ai limiti da imporre alla sovranità” 21 . “L’elemento sovrano è in questo caso proprio l’impulso alla riduzione, alla limitazione dell’orizzonte decisionale, all’esclusione di altre possibilità; ciò che rende questo processo degno di fiducia è il fatto che accade per piccoli passi, e che in ognuno di essi resta aperto all’informazione, cosicché la sovranità non può essere esercitata in modo arbitrario, sebbene il processo venga portato avanti da una posizione centrale in modo da garantire l’unanimità della decisione” 22 . L’apertura all’informazione provenienti permette, perciò, che il processo decisionale politico sia passibile di un elemento fiduciario da parte dei cittadini; in ultima istanza, è l’idea di poter influire sulla decisione finale che consente di nutrire fiducia. La fiducia nel potere politico ha, tuttavia, bisogno di un minimo di fondamento concreto: in questo caso la “possibilità di attivare i mezzi coercitivi a disposizione dello stato sulla base di regole prestabilite” 23 . Tuttavia, come nel caso della fiducia personale, se questo fondamento diventa preponderante ed evidente il bisogno di fiducia viene meno. La sanzione negativa mette fine al processo di comunicazione insito nel meccanismo del potere, in altre parole la fiducia si consuma se sono esplicitate le fondamenta su cui si fonda, allora la forza fisica rappresenterebbe il caso limite non superabile di un’alternativa da evitare. Arriviamo ora al punto fondamentale: per Luhmann “la fiducia personale, nelle condizioni imposte dalla civilizzazione moderna, si trasforma in una sorta di fiducia nel sistema, ossia in una fiducia nella capacità dei sistemi di mantenere condizioni o prestazioni che entro certi limiti sono identiche” 24 . 19 Ibidem, pp. 84. 20 Ibidem, pp. 82. 21 Ibidem, pp. 83. 22 Ibidem, pp. 84. 23 Ibidem, pp. 86. 24 Ibidem, pp. 107.
Estratto dalla tesi: Fiducia, legittimazione ed ubbidienza. Max Weber e Niklas Luhmann