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L'emergenza Nord Africa e l'accoglienza dei migranti: spunti di riflessione sulle risposte europee e italiane

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Nicola Fiorentini Contatta »

Composta da 66 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 310 click dal 14/12/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Nicola Fiorentini

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- 7 - opportunità occupazionali e condizioni lavorative migliori” 6 , comprendendo sia lavoratori altamente qualificati 7 che lavoratori non qualificati. La terza ed ultima distinzione che propone K. Koser è quella tra «immigrati regolari» ed «immigrati irregolari». Per “irregolare” si intende un individuo che giunge in un nuovo paese sprovvisto della documentazione necessaria, presentando documenti falsi o che permane sul territorio dello stato successivamente allo scadere di un visto o di un permesso di lavoro. Generalmente si associa il termine “rifugiato”, come quello di “profugo” o “richiedente asilo” alle migrazioni forzate ed a quelle politiche. Il termine “migrante” invece sarebbe più associato a migrazioni volontarie ed economiche. Queste distinzioni però non possono essere sempre prese alla lettera. Riguardo alla regolarità o irregolarità però, si devono puntualizzare alcune questioni. In base a quest’ultima distinzione infatti, dipendono più o meno vantaggiose condizioni di vita della persona che si trovi a dover migrare fuori dalla propria terra di origine. Sebbene il termine “rifugiato” abbia un significato ben preciso infatti, non include tutti i protagonisti di migrazioni forzate, ed è nella Convenzione di Ginevra del 1951 che si trova la definizione di tale espressione. All’articolo 1 si afferma che il termine “rifugiato” si applicherà a colui “che, a seguito di avvenimenti verificatisi anteriormente al 1° gennaio 1951, temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese; oppure che, non avendo una cittadinanza e trovandosi fuori del Paese in cui aveva residenza abituale a seguito di siffatti avvenimenti, non può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra.” 8 Bisogna sottolineare tuttavia, il fatto che la Convenzione sopraccennata risulti oggi non troppo aggiornata rispetto ai mutamenti storico-sociali essendo stata scritta oltre sessanta anni fa con l’intenzione di tutelare principalmente coloro che furono vittime delle persecuzioni de governi di allora, in particolar modo di quello nazista. Per questi ed 6 Ibidem. 7 Spesso la loro mobilità è facilitata a livello internazionale rispetto a lavoratori meno qualificati. Sono inoltre considerati immigrati altamente qualificati anche coloro che sono protagonisti di spostamenti intra- aziendali e spesso anche gli studenti che si muovono con scambi internazionali per seguire corsi o stage all’estero. 8 Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite, Art. 1 Definizione del termine “rifugiato”, Testo della convenzione del 1951 relativa allo status dei rifugiati, pp. 11-13.
Estratto dalla tesi: L'emergenza Nord Africa e l'accoglienza dei migranti: spunti di riflessione sulle risposte europee e italiane