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Mary Shelley: le fonti alle origini del Frankenstein

Estratto della Tesi di Antonio Arezzo

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11 sempre il tempo e il modo di studiare e leggere, talvolta insieme e talvolta separatamente, di discorrere di letteratura e ampliare i propri orizzonti culturali 32 . I libri saranno i compagni fidati delle loro avventure e disavventure che non smisero mai di leggere insieme, nella buona e nella cattiva sorte 33 . Il loro primo libro letto insieme (lo si ap- prende dalla lettura del diario di Mary) fu il primo romanzo scritto dalla mamma di Mary, che si intitolava Mary: a Fiction 34 . Seguirono altri testi in successione casuale come la Storia di Tacito, un’opera sui giacobini: Histoire de Jacobism dell’Abbé Barruel, Shakespeare, l’altro romanzo della mamma intitolato Letters Written during a Short Residence in Sweden, Nor- way, and Denmark, e poi lessero più volte l’opera monumentale del padre Enquiry Concer- ning Political Justice, e ancora un altr’altra opera del padre, Caleb Williams, un romanzo che oggi definiremmo il primo giallo della storia, dal quale si ritiene che Mary si sia ispirata per il suo Frankenstein, quando con la stessa maestria del padre descrive l’inseguimento reciproco tra il mostro e il suo creatore. Nel romanzo del padre si leggono le tristi vicende di un prota- gonista perseguitato dalla “Giustizia”, in una sequela di inseguimenti, dibattimenti processuali e tortuose altre vicissitudini ove emerge il fattore dell’oppressione e dell’ingiustizia a lui tanto cari. Mary e Percy lessero insieme l’altra grande opera del padre St. Leon, il primo romanzo rosacrociano della storia, nel quale si scorge la storia di un uomo a cui è stato fatto il dono della pietra filosofale, avente il potere di rigenerare la vita e di trasmutare il metallo vile in oro, ma St. Leon (il protagonista) si ritroverà incompreso e solo, sebbene il suo unico scopo era quello di fare del bene all’umanità secondo le aspirazioni utopistiche rosacrociane. Sarà l’occasione questa per mostrare i pericoli di una vita solitaria e isolata (questa solitudine la si ritrova nello scienziato Victor Frankenstein e la similitudine non è affatto casuale) e al tempo stesso un memoriale per ricordare la moglie morta. Il protagonista infatti vivrà le stesse tristi esperienze di Godwin con la perdita della sua amata Mary, sua moglie. Da Percy prese anche l’abitudine di seguire parecchi percorsi di studio contemporaneamente, leggeva allo stesso tempo diverse opere: Tacito, Tito Livio, Dante, Shakespeare, un’opera sui Giacobini, tutte le opere dei suoi genitori, ecc. Il Frankenstein concepito dalla mente della 32 Ivi p.40. 33 Molte delle informazioni personali di Mary Shelley le apprendiamo dai Diari personali che Mary e Percy scri- vevano insieme quotidianamente, questi ultimi rappresentano la fonte di informazione più fidata. Importante è anche il contributo che proviene dal Diario del Dr. John William Polidori, il medico personale di William God- win. 34 Racconta la tragica storia di una romantica amicizia tra una donna e un uomo. La protagonista è una donna in- dipendente e razionale, tratti questi in controtendenza a quanto si richiedeva ad una donna tipica del Settecento. Molto forti sono le convinzioni personali di Mary Wollstonecraft all’interno del romanzo, ella avrà modo di cri- ticare il matrimonio e il finto sentimentalismo verso le donne di fine Settecento. Mary riscrive la trama tradizio- nale di romanticismo attraverso la sua rielaborazione delle relazioni di genere e della sessualità evidenziando co- sì quelle misure antifemminili messe in atto dalla società dell’epoca.
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Mary Shelley: le fonti alle origini del Frankenstein

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Informazioni tesi

  Autore: Antonio Arezzo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia
  Relatore: Marco Ciardi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 55

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