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Luoghi e Non-Luoghi, espressioni della cultura. Da Napoli a Nola

Diploma di Laurea

Facoltà: Scienze Umanistiche

Autore: Maria Tafuro Contatta »

Composta da 63 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 139 click dal 22/12/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Maria Tafuro

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10 1.3. La semiotica I simboli non sono altro che delle reazioni ai contesti con cui ci relazioniamo, dei punti di riferimento che creiamo nel territorio e nella cultura. La semiotica è la disciplina che studia i simboli intesi come segni e il modo in cui essi abbiano un senso (significazione). Tra i fondatori c'è lo statunitense Charles Sanders Pierce. Egli sosteneva che ci sono tre categorie principali di segni: indici, icone e simboli. Questi ultimi sono segni arbitrarii poiché il loro rapporto col significato è definito da una legge che esula da qualsiasi logica causalistica. Il simbolo vale non tanto per quello dice ma piuttosto per quello che lascia oscuro, vago e indeterminato. In questo senso va inteso come Metafora, cioè come qualcosa che sta al posto di qualcos'altro. Partendo dal simbolo si arriva quindi in un terreno indistinto di significati che cambiano da epoca a epoca, da comunità a comunità. Tuttavia essi hanno delle funzioni che rimangono invariate 6 : esplorare, sostituire, mediare, unificare, partecipare, immaginare e ordinare. Pierce elaborò una teoria riguardante i processi di significazione, o semiosi. Si tratta di un modello triadico nel quale il segno è considerato come la risultante dell'interazione di tre elementi: l'oggetto, il segno-significante (rappresentamen) e il segno-significato (interpretante). Il segno può essere qualsiasi cosa che susciti un'interpretazione: un'immagine, un rumore, una melodia, un gesto, un sogno. Affinché un elemento funga effettivamente da segno deve essere percepito come tale ed entrare in relazione con un oggetto, producendo nella mente del soggetto una rappresentazione mentale che stabilisce la relazione tra quel segno e quell'oggetto. Nel caso dei codici naturali, le lingue, i segni sono le parole, le lettere, le frasi. L'Oggetto è ciò a cui rimanda il segno attraverso l'interpretante. Esiste a prescindere dal segno ma è conoscibile solo per mezzo del segno. Può essere percepibile o immaginabile. Si tratta del significato che una persona attribuisce a un segno. L'Interpretante è una porzione di materiale mentale, un'idea o un pensiero, che interpreta il segno e lo collega all'oggetto. L'interpretante è soggettivo e incostante. Un segno non produce sempre lo stesso interpretante. 6 Cfr. A.Vallega, op.cit. , pp.68-69
Estratto dalla tesi: Luoghi e Non-Luoghi, espressioni della cultura. Da Napoli a Nola