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Il nuovo regime di adempimento collaborativo

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Matteo Sacerdoti Contatta »

Composta da 162 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 133 click dal 22/12/2017.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Matteo Sacerdoti

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20 stesso tempo, da un atteggiamento di ostilità da parte dell’Amministrazione, unicamente intenzionata ad assicurare una riscossione corretta e tempestiva. Ecco, quindi, che lo Statuto si inserisce in un rapporto tributario volto esclusivamente alla conflittualità, un rapporto che si sostanziava nel cittadino passivamente sottoposto all’autorità e all’insensibilità della burocrazia, che non assecondava le esigenze di collaborazione che la collettività richiedeva. Si cominciò, quindi, a pensare ad un testo che concretizzasse la tutela dei diritti riconosciuti al contribuente, oltre a riorganizzare la dispendiosa normativa vigente, gettando le basi per il definitivo cambiamento del rapporto tributario incentrato in una futura codificazione normativa ispirata a principi di cooperazione. La redazione dello Statuto ebbe come intento principale quello di “garantire una disciplina tributaria scritta per principi, stabile nel tempo, affidabile e trasparente, e perciò idonea ad agevolare, nell’interpretazione, sia il contribuente sia l’amministrazione finanziaria e a diminuire gli alibi del primo nel tentare a realizzare un comportamento evasivo” 8 . Per questo motivo, il Legislatore, tramite l’emanazione dello Statuto, non solo ha voluto confermare le garanzie per il contribuente, ma ha anche determinato le condizioni di correttezza e giustizia delle norme tributarie, regolamentando i rapporti e chiarendo i diritti a cui appellarsi. L’intento del Legislatore si esplica perfettamente nel principio di cui all’art. 10 dello Statuto 9 , che, nel primo comma, prevede che il rapporto tributario Fisco-contribuente sia improntato al principio della buona fede e della collaborazione. 8 Relazione VI Commissione permanente alla Camera, 20 Settembre 1999. 9 L’Art. 10 dello Statuto del Contribuente, rubricato “Tutela dell'affidamento e della buona fede. Errori del contribuente”, afferma che: 1. I rapporti tra contribuente e amministrazione finanziaria sono improntati al principio della collaborazione e della buona fede. 2. Non sono irrogate sanzioni né richiesti interessi moratori al contribuente, qualora egli si sia conformato a indicazioni contenute in atti dell'amministrazione finanziaria, ancorché successivamente modificate dall'amministrazione medesima, o qualora il suo comportamento risulti posto in essere a seguito di fatti direttamente conseguenti a ritardi, omissioni od errori dell'amministrazione stessa. 3. Le sanzioni non sono comunque irrogate quando la violazione dipende da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull'ambito di applicazione della norma tributaria o quando si traduce in una mera violazione formale senza alcun debito di imposta; in ogni caso non determina obiettiva condizione di incertezza la pendenza di un giudizio in ordine alla legittimità della norma tributaria. Le violazioni di disposizioni di rilievo esclusivamente tributario non possono essere causa di nullità del contratto”.
Estratto dalla tesi: Il nuovo regime di adempimento collaborativo