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Il ruolo dell'infermiere counselor nello scompenso cardiaco

Diploma di Laurea

Facoltà: Scienze Infermieristiche

Autore: Antonio Di Fraia Contatta »

Composta da 59 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 431 click dal 05/01/2018.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Antonio Di Fraia

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13 2.2. Il counseling come professionalità infermieristica Sono necessarie tecniche di autocontrollo, come quelle dell’ascolto attivo tramite cui controllare la nostra interiorità al fine di rendere la relazione più fruttifera possibile. Spesso infatti, come nella vita di tutti i giorni, il nostro mondo interiore influisce sul comportamento degli altri e il paziente è una spugna pericolosa, soprattutto nei peggiori momenti del vissuto della sua malattia. Per questo la formazione degli infermieri deve prevedere una preparazione sul rapporto efficace. Non è sufficiente voler fare counseling per farlo, perché l’infermiere ha il ruolo da protagonista in questa tecnica terapeutica. Deve presentarsi al paziente e alla sua famiglia come operatore in grado di aiutare il paziente e la famiglia nella malattia, chiarendo qualsiasi dubbio, mostrandosi disponibile e attento ai bisogni di entrambi. La preparazione al counseling sanitario è anche un modo per crescere personalmente, migliorare anche nei rapporti extraospedalieri: si richiede all’operatore la capacità di differenziare il mondo professionale da quello personale, in modo da non farli entrare mai in contatto tra loro. Questo farà si che l’infermiere sul lavoro non si lascerà influenzare dai suoi problemi personali e viceversa i problemi che si vengono a creare sul posto di lavoro non andranno ad influire sulla propria vita personale. Queste competenze infermieristiche richiedono un “saper fare” che quasi mai è contemplato nella formazione di base. Sarebbe utile, a tal fine, pensare all’istituzione di corsi di formazione post base che permettano all’infermiere di essere un ottimo counselor, migliorando notevolmente la qualità assistenziale (45). 2.3. La centralità del paziente nel rapporto di cura Il rapporto tra operatore e paziente non è un rapporto alla pari. Capita spesso che il paziente si mostri totalmente dipendente dall’infermiere, spesso anche inconsciamente. Quindi è necessario riflettere attentamente sul tipo di messaggio che vogliamo trasmettere e sulla migliore tecnica comunicativa da utilizzare per renderlo efficace. Facilmente l’operatore intuisce in pochi secondi quali siano i reali bisogni di salute del paziente (obeso, fumatore), il
Estratto dalla tesi: Il ruolo dell'infermiere counselor nello scompenso cardiaco