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Struttura e modelli della corporate governance nelle società quotate: il ruolo degli amministratori indipendenti

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Anna Casto Contatta »

Composta da 160 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 269 click dal 26/01/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Anna Casto

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16 ricerca del profitto aziendale a favore della realizzazione di obiettivi più strettamente collegati alla loro funzione di utilità personale 17 . Negli anni Sessanta il dibattito sulle modalità di governo delle imprese rimane di pertinenza esclusiva di economisti e della giurisprudenza. Attraverso i contributi di Adolf Bearle e Gardiner Means seppur in presenza di un forte grado di dispersione di capitale 18 nelle loro analisi iniziano ad affrontare alcune questioni aperte, cercando di dare ordine alle questioni che si stavano accumulando sul tema. Sul fronte teorico, il problema della separazione della proprietà e del controllo che caratterizza le grandi imprese anglosassoni favorisce la nascita e lo sviluppo delle cosiddette teorie manageriali dell’impresa 19 . Queste teorie rigettano il modello classico dell’imprenditore o del manager proprietario che gestisce l’impresa per la massimizzazione del profitto e sostengono che, almeno nelle grandi imprese ad azionariato diffuso, tale obiettivo viene sostituito o affiancato dalla ricerca della soddisfazione della funzione di utilità dei massimi dirigenti aziendali. La discrezionalità dei manager non è comunque illimitata, in quanto essi devono assicurare un certo livello di profitto volto ad attuare un’accettabile politica dei dividendi, per finanziare gli investimenti necessari per lo sviluppo e per preservare una buona immagine presso gli istituti di credito. 17 Per approfondimenti sull’argomento si veda A. Smith, Wealth of Nations, Prometeus Books, New York, 1991. 18 Adolf Bearle e GardinerMeansnel 1932 realizzarono un indagine empirica negli Stati Uniti sulla composizione dell’azionariato delle tre più grandi aziende : la Pennsylvania Roass; la Americantelephone&Telegraph co.; la Steel co. 19 W. Baumol, secondo cui i manager hanno interesse ad accrescere il più possibile la dimensione dell’organizzazione, massimizzando il valore delle vendite valorizzando il loro prestigio. Un limite era il soddisfacimento degli azionisti con un profitto minimo per lo sviluppo aziendale; O. Williamson, I manager hanno l’interesse ad accrescere il loro potere attraverso l’accumulare di fondi utilizzabili in modo discrezionale; R. Marris,viene massimizzato il tasso di crescita bilanciato dalla dimensione d’impresa e del capital produttivo in modo da realizzare la massimizzazione sia dell’utilità dei manager che di quella degli azionisti- proprietari.
Estratto dalla tesi: Struttura e modelli della corporate governance nelle società quotate: il ruolo degli amministratori indipendenti