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La posizione del cointeressato e del controinteressato nel ricorso straordinario al Presidente della Repubblica

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Antonio Ranieri Contatta »

Composta da 88 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 127 click dal 08/02/2018.

 

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Estratto della Tesi di Antonio Ranieri

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18 Stato divenne obbligatorio in tutti i casi di ricorso straordinario al Re. Tale disposizione normativa fu ripresa nell’ordinamento dell’Italia unificata con la legge n. 2248 del 20 marzo 1865, la quale specificava che l’acquisizione del parere del Consiglio dei Ministri era d’obbligo laddove la decisione da adottare fosse di contenuto difforme da quanto ritenuto dal Consiglio di Stato in sede consultiva. In base a tali norme, dunque, il Sovrano conservava il potere di pronunciarsi sugli atti ritenuti illegittimi, ma il potere regio era stato sostanzialmente svuotato nella sostanza, prima con l’introduzione del parere obbligatorio del Consiglio di Stato e, poi, dalla necessità di rimettere alla responsabilità politica del Governo la decisione sul ricorso che volesse essere difforme da quanto espresso dal Consiglio di Stato. Con l’abolizione dei tribunali del contenzioso amministrativo, i rimedi amministrativi rimasero gli unici strumenti di garanzia del cittadino avverso gli atti di autorità dell’amministrazione. In particolar modo il ricorso straordinario, in quanto solo “le cause per contravvenzioni e tutte le materie nelle quali si faccia questione di un diritto civile e politico” 11 erano state assegnate alla giurisdizione ordinara, pertanto per quelle situazioni astrattamente qualificabili come di interesse legittimo, il rimedio in questione costituiva effettivamente l’unica forma di tutela. Ciò fino all’istituzione della IV sezione del Consiglio di Stato, avvenuta con la legge Crispi n. 5992 del 31 marzo 1889. Da questo momento in poi, si instaurò la forzata convivenza tra il ricorso ordinario e quello straordinario indirizzato al Re, nonostante ci fossero state molte perplessità circa l’inutilità del ricorso al Re, in veste di “duplicato” del ricorso rivolto alla IV Sezione del Consiglio di Stato. Il ricorso straordinario rischiò nuovamente di venire espunto dall’ordinamento nel 1907, quando si discusse della proposta della sua soppressione. A tal 11 Art.2, allegato E, L. n.2248 del 1865
Estratto dalla tesi: La posizione del cointeressato e del controinteressato nel ricorso straordinario al Presidente della Repubblica