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Coordinamento ed armonizzazione dell'imposizione societaria in seno all'Unione Europea

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia e Giurisprudenza

Autore: Maria D'Agnese Contatta »

Composta da 170 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 313 click dal 13/02/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Maria D'Agnese

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14 Se ricorrono tutti questi elementi, si dovrà esaminare l’esistenza di una eventuale ragione di interesse generale in grado di fornire una valida giustificazione, secondo il modello della “rule of reason 31 ” elaborata dalla dottrina. Ora ritengo giusto e opportuno citare delle importanti sentenze in materia di imposte dirette. La prima è la sentenza comunemente chiamata “Avoir fiscal 32 ”, la quale introduce per la prima volta il concetto del principio di non discriminazione, giudicando la norma nazionale non tanto in termini di risultato, ma la potenzialità che la norma possa mettere a rischio la libertà di concorrenza nel mercato unico. Inoltre, è opportuno citare la sentenza “Commissione vs. Regno Unito 33 ” in base alla quale la Corte stabilisce per la prima volta che la disciplina delle imposte dirette è di competenza degli Stati ma nel rispetto del Trattato ed inoltre si assiste ad uno sviluppo nelle decisioni in quanto la Corte non si basa più solamente sul principio di non discriminazione ma anche sul concetto più ampio di non restrizione 34 di una delle libertà fondamentali. E’ possibile ricercare concetti espressi dalla Corte in materia di non restrizione nella sentenza “Saint Gobain”del 21.09.1999, causa C-307/97, nella quale c’è stata una espansione del giudizio di compatibilità delle norme nazionali rispetto a quelle comunitarie. E’ opportuno precisare, infine, che il ruolo della CGUE si può analizzare sotto due aspetti; il primo, riferendoci alla imposte indirette e quindi l’IVA, in cui la Corte ha semplicemente chiarito termini per poter produrre una interpretazione delle norme. Il secondo aspetto invece è connesso alle imposte dirette, in cui la Corte ha sempre cercato di colmare dei vuoti normativi prendendo delle decisioni che permettessero di trasmettere i valori del diritto tributario, 31 Sul tema della Rule of Reason si veda F. AMATUCCI, Principi e nozioni di diritto tributario, Torino, GIAPPICHELLI, 2013, P. 56 SS. C’è da aggiungere che questo concetto è stato promosso dalla Corte anche per casi di deroga ai principi di tutela delle libertà fondamentali. Ne è un esempio la sentenza Cassis de Dijon, causa C-120/78. 32 Sentenza del 28.01.1986, causa C-270/83 33 Sentenza del 1991, causa C-246/89 34 Ex articoli 46, 49, 53 del TFUE
Estratto dalla tesi: Coordinamento ed armonizzazione dell'imposizione societaria in seno all'Unione Europea