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Stato senza nazione: dibattito su un Risorgimento fallito

Tesi di Master

Autore: Marco Martini Contatta »

Composta da 61 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 61 click dal 20/02/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Marco Martini

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10 14 Terminato il corpo centrale del testo, segue la conclusione, che consiste in un appello a Dio, garante di libertà: si legittima, proprio con quest’appello, la guerra di liberazione di un popolo. E ’ questa una concezione già romantica, che ritroviamo infatti anche in Manzoni, cfr. “Marzo 1821”, in Odi civili . E gli ha tentato di impedire che questi S tati venissero popolati […], rifiutando inoltre di approvarne altre dirette ad incoraggiare la loro immigrazione in questo paese […]. E gli ha reso i Giudici dipendenti dal suo esclusivo arbitrio […]. E gli ha creato una moltitudine di nuove cariche, ed ha inviato in questo paese nugoli di funzionari destinati a tormentare il nostro popolo e a divorarne gli averi. […]. E gli si è accordato con altri allo scopo di assoggettarci ad una giurisdizione estranea alla nostra costituzione e sconosciuta alle nostre leggi […], ad interrompere il nostro commercio con tutte le parti del mondo […] ; a privarci dei nostri S tatuti, abolire le nostre leggi più care […]. E gli ha saccheggiato i nostri mari, devastato le nostre coste, bruciato le nostre città e distrutto le vite della nostra gente. A l momento presente, egli sta trasportando grandi eserciti di mercenari stranieri destinati a portare a compimento l’opera di morte, di desolazione e di tirannia già cominciata in circostanze di crudeltà e di perfidia che trovano appena paragone nelle più barbare età, e del tutto indegne del Capo di una nazione civile. E gli ha costretto i nostri concittadini, catturati in alto mare, a portare le armi contro il nostro P aese, a diventare i carnefici dei loro amici e dei loro fratelli, o a cadere essi stessi per mano di questi. E gli ha fomentato la rivolta al nostro interno ed ha tentato di far marciare contro gli abitanti delle nostre zone di frontiera gli spietati Indiani selvaggi, il cui ben noto metodo di guerra consiste nel massacro indiscriminato della gente di ogni età, sesso e condizione. […]. Un S ovrano, il cui carattere è contraddistinto da tutto ciò che può definire un T iranno, non ha diritto a governare un popolo libero. Né abbiamo mancato di usare ogni attenzione nei confronti dei nostri fratelli inglesi. […]. A nch’essi tuttavia sono stati sordi alla voce della giustizia e della consanguineità […]. Noi pertanto, rappresentanti degli S tati Uniti d’A merica 14 , riuniti in Congresso generale, appellandoci al S upremo Giudice dell’universo quanto alla rettitudine delle nostre intenzioni, solennemente proclamiamo e dichiariamo, in nome e per autorità dei buoni P opoli di queste Colonie, che queste Colonie Unite sono, e devono di diritto essere S tati liberi e indipendenti; che sono disciolte da ogni dovere di fedeltà verso la Corona britannica e che ogni vincolo politico fra di esse e lo S tato di Gran B retagna è e dev’essere
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