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Il binomio inscindibile tra il Convento dei Domenicani di Taggia e Ludovico Brea. Considerazioni per la valorizzazione.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze del Turismo: impresa, cultura e territorio.

Autore: Ottavia Grenna Contatta »

Composta da 38 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 84 click dal 20/02/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Ottavia Grenna

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8 ampiezze e forme differenti e "due sacelli a fianco del presbiterio" (Bartoletti, 2012: p. 17). Le finestre, che illuminano l'aula, sono decorate a scacchi bianchi e neri nella parte alta dell'edificio. Sulla destra del presbiterio si impone lo slanciato campanile "scandito in tre piani da fasce di archetti pensili" (Bartoletti, 2012: p. 18) (Fig. 1.2). Per accedere al convento si procede passando attraverso un portico settecentesco, adiacente alla facciata della chiesa, costituito da quattro archi sorretti da robusti pilastri. Il cuore dell'edificio è il chiostro quadrangolare "circondato da un loggiato coperto da volte a crociera sorretto da colonne circolari di pietra nera e capitelli a volute di tipo ancora medievale" (Bartoletti, 2012: p.18). Nelle lunette sotto il loggiato ci sono dei dipinti murali rappresentanti “e p is o d i della vita di San Do m e ni c o ” (Bartoletti, 2012: p. 46) (Fig. 1.3). All'interno del chiostro si trova il tipico giardino con un grande pozzo ottagonale e tutto l ’ e d if i c i o intorno ad esso si sviluppa su due piani. Al piano inferiore si trova la sacrestia sovrastata da un portale in pietra nera raffigurante la Madonna e il Bambino datato 1462. In essa è conservato il lavabo marmoreo sulla sinistra e sulla destra un armadio a muro con ante in legno del tempo, ancora perfettamente conservate. A fianco della sacrestia si apre la sala capitolare al cui interno i frati si riunivano per prendere decisioni importanti. Oggi que s t ’ u l tima è adibita a cappella e in essa si possono ammirare numerosi affreschi del Canavesio. Procedendo segue la sala espositiva, assai ampia e luminosa, che anticamente era utilizzata come dormitorio dei conversi, mentre oggi qui sono conservate delle opere di vario genere (statue lignee, stendardi domenicani, dipinti su tela e su tavola e pale d’ a l t a r e ) che in precedenza si trovavano in chiesa e nel resto del convento. Il piano inferiore si completa con la presenza delle cucine e del refettorio. Al piano superiore, invece, sorgono le celle dei padri, la biblioteca, il dormitorio dei novizi e la sartoria del convento, dove venivano confezionati i sai dei padri, detta "vestiaria". 1.3 Opere presenti al l ’ in t e r n o del convento Il Convento e la Chiesa di San Domenico di Taggia sono ricchi di capolavori dei fratelli Ludovico e Francesco Brea, di Giovanni Canavesio, di Francesco Mazzola detto il Parmigianino, di Giovanni Battista Trotti detto Malosso, di Alessandro Turchi detto l’Orbetto, di Emanuele Macario e di Gregorio De Ferrari.
Estratto dalla tesi: Il binomio inscindibile tra il Convento dei Domenicani di Taggia e Ludovico Brea. Considerazioni per la valorizzazione.