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La Business Intelligence a supporto della riqualificazione urbana: Firenze Smart City

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Filippo Venturini Contatta »

Composta da 164 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 34 click dal 08/03/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Filippo Venturini

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20 Problema chiama soluzione: fu quindi il tempo dei mezzi di trasporto ‘democratici’ (tram, metropolitane, treni, bus, automobile), che permisero l’espansione dei confini cittadini e la scelta di residenze più economiche ben distanti dai sempre più dispendiosi e affollati centri cittadini. Nacquero così le periferie e, con esse, nuovi problemi, in particolare di inclusione sociale, a causa della permanenza delle funzioni primarie nel centro città. La dispersione, dopo breve, quindi, cominciò anch’essa a ‘presentare il conto’: man mano che le città si facevano più espanse, aumentavano le diseconomie, in particolare da spostamento, dovute al traffico cittadino e al conseguente spreco di tempo. A questo trade-off tra concentrazione e dispersione, problema per gli urbanisti di tutto il mondo, venne ad aggiungersene un altro: quello della ‘dimensionalità’. La cooperazione, si sa, è un valore cardine dell’umanità e dell’economia, che porta a concentrare le risorse (umane, naturali, finanziarie etc.) in un unico posto. Con l’avvento della globalizzazione, questo processo si è reso più semplice e, di conseguenza, incredibilmente più rapido. Paragonando le città del Terzo Millennio a dei corpi celesti, esse fungono da ‘attrattori gravitazionali’, in grado di richiamare tutto ciò che si trova attorno a loro, e questo proporzionalmente alla loro ‘massa’, dove per tale si è soliti indicare la presenza di funzioni soprattutto terziarie 20 , ossia di offerta di servizi. Tendono cioè ad attrarre persone, merci, investimenti, sforzi politici e così via dalle campagne e dalle città più piccole nei dintorni. 21 di produttività delle terre agricole. A livello urbano, più che dal valore intrinseco del suolo, la rendita è il prodotto della posizione di un terreno all’interno della città. http://www.lilu2.ch/lilu2dir/materie/scienze%20umane/Site01/geografia/geografia%20urbana/geografia%20urbana%20eleme nti.pdf 20 Si veda la teoria delle località centrali di Walter Christaller: http://www.lilu2.ch/lilu2dir/materie/scienze%20umane/Site01/geografia/geografia%20urbana/geografia%20urbana%20eleme nti.pdf 21 Un risultato, evidente a livello empirico e oggetto di studio degli urbanisti di mezzo mondo, che cercano ‘leggi’in grado di spiegare questo comportamento, come la legge rango-dimensione. Formulata all’inizio del Novecento, permette di considerare l'importanza relativa delle singole città di un sistema urbano, di confrontare le diverse reti urbane e la loro evoluzione nel tempo e di considerare gli scarti rispetto a questa regola. Rappresentando su un grafico la relazione tra la dimensione di una città e il suo rango nella rete urbana si ottiene una curva (che assume le caratteristiche di una iperbole equilatera). Osservandola emergono innanzitutto le relazioni tra le dimensioni dei centri: un grande centro, altri importanti, altri ancorapiù piccoli, e così via. Un’evidenza empirica mostra che i centri che compongono un territorio (nazionale) crescono in misura proporzionale tra di loro e proporzionalmente alla città principale (detta città primate). In biologia questo
Estratto dalla tesi: La Business Intelligence a supporto della riqualificazione urbana: Firenze Smart City