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I costumi cinematografici femminili nel periodo americano di Alfred Hitchcock

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Samira Solimeno Contatta »

Composta da 57 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 38 click dal 23/03/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Samira Solimeno

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9 l’Academy non considerasse tanto i costumi in sé ma la popolarità dei film e il loro successo al botteghino 13 . Il regista e la costumista lavoravano serenamente, comprendendosi a vicenda. Hitchcock dava principalmente delle direttive sui colori, gli accessori e le lunghezze e lasciava ampia libertà ad Head nella scelta dei tessuti e nelle forme. Con il tempo Edith imparò a comprendere che Hitch aveva una forte fobia nei riguardi degli “eye-catchers”, ovvero quegli indumenti dai colori improbabili come il viola o l’arancione, concessi solo per particolari ragioni narrative. Tali colori infatti distraevano lo spettatore dalla scena 14 . Hitchcock aveva sempre le idee chiare su tutti gli elementi della scena, perché aveva la capacità di realizzare il film nella sua mente ancor prima delle riprese, e questa è una delle ragioni che rende stilisticamente impeccabili i suoi film. 1.3 La donna hitchcockiana Uno degli elementi che contraddistingue maggiormente il regista da altri autori è la sua ossessione per i personaggi femminili, ritenuti spesso stereotipati e feticizzati. Le eroine di Hitchcock sono caratterizzate da un fattore comune: sono tutte bionde. Questa ossessione si sviluppa a partire dal suo primo vero film The Lodger, in cui l’assassino uccide solo donne bionde. Inoltre le eroine del regista sono tutte affascinanti, ma non esibiscono mai in maniera eccessiva la propria sensualità. Hitchcock, come rivelato nell’intervista a Truffaut, odiava le attrici come Brigitte Bardot e Marylin Monroe, che hanno «il sesso stampato in faccia» 15 preferendo piuttosto donne apparentemente algide, che rivelano grande passione e umanità nel corso della storia. 13 Gli abiti di Charles LeMaire vincitore nel 1956 con L’amore è una cosa meravigliosa, non sono effettivamente comparabili a quelli creati da Head per il film di Hitchcock. 14 «Hollywood Costume: Edith Head and Alfred Hitchcock», https://www.youtube.com/watch? v=bep3I_Qk3rU. 15 Truffaut, op.cit., p. 189.
Estratto dalla tesi: I costumi cinematografici femminili nel periodo americano di Alfred Hitchcock