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Neurosociologia. Un nuovo approccio allo studio della società a confronto con i paradigmi sociologici

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Joel Osea Baldo Gentile Contatta »

Composta da 60 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 56 click dal 05/04/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Joel Osea Baldo Gentile

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10 come un sistema di idee), ebbe certamente molto a che fare con le cause sociali e materiali che aiutarono il capitalismo ad attecchire nell’Europa settentrionale del suo tempo. Goffman, dal canto suo, notò che le istituzioni sociali hanno le loro radici causali in “cornici” che potremmo definire cognitive. George Lakoff, dell’Università della California a Berkeley, si spinge fino a dire che le idee, in particolare quelle fisse, abituali o cristallizzate, corrispondono a circuiti cerebrali altrettanto fissi, con sinapsi abbastanza forti da renderli permanenti. Gli effetti causali delle idee sono di natura neurale. Ma il neurone isolato non ha un senso intrinseco, e solo collegato ad altri neuroni attraverso sinapsi diventa significativo ed avrà infine effetti sociali 12 . Prima ancora, nel 2010, Franks pubblica il libro intitolato Neurosociology: The Nexus Between Neuroscience and Social Psychology, che potremmo vedere come un’introduzione al manuale sopra citato. In questo libro Franks getta un cono di luce su una questione epistemologica: se è vero che gli enormi passi avanti delle neuroscienze devono necessariamente servire alla psicologia sociale e alla sociologia per produrre nuovi orizzonti e creare nuovi approcci di ricerca, è vero anche che quest’ultime saranno in grado di scardinare l’immagine deterministica che si ha delle neuroscienze (e che spesso queste hanno di se stesse), considerate per lo più interessate alla parte inconscia della mente rispetto a quella conscia che riguarda prettamente l’azione, e dunque l’azione sociale. Questo è un punto cruciale, in quanto non vi è traccia nella letteratura neurosociologica di una volontà di emancipazione o superamento dalla sociologia classica, ma è piuttosto presente una voglia di ibridarsi, di prendere in prestito costrutti derivanti dalle discipline neuroscientifiche per applicarli ai paradigmi sociologici in un percorso sempre circolare, che vede riapplicare quegli stessi paradigmi allo studio della mente e del cervello. Dunque mente e cervello. Due concetti apparentemente simili che abbisognano di una breve definizione. Con “cervello” intendiamo riferirci prettamente all’organo contenuto nella scatola cranica, in riferimento univoco alla sua fisicità e condizione materiale, studiato anatomicamente e fisiologicamente. Il concetto di mente è invece molto più articolato e astratto, 12 Riflessione contenuta nel secondo capito di Handbook of Neurosociology, 2013, scritto da George Lakoff.
Estratto dalla tesi: Neurosociologia. Un nuovo approccio allo studio della società a confronto con i paradigmi sociologici